Caos Fiere, il tempo è scaduto. Gli operatori accusano gli enti soci: “Così uccidete via Filangieri”

“Crediamo debba essere chiaro: il tempo è scaduto. Si squaglia il cda, salta un evento come Casa & Tavola, rischiano tutti gli altri eventi, in particolare quelli privati. Com’è pensabile assumere impegni contrattuali con oltre diecimila espositori in queste condizioni di perdurante nebbia?”.

E’ l’allarme lanciato sul futuro del polo fieristico di Reggio Emilia da Enrico Banfi, delegato dei privati che organizzano manifestazioni in via Filangieri. Banfi interviene a nome anche di Camer (fiera auto d’epoca), Canina, Fiera del cavallo, esposizione ornitologica, Immagina/Romagna Fiere.

E punta il dito sugli enti pubblici: “Con il loro atteggiamento dilatorio minacciano seriamente l’economia reggiana. Noi promotori e gestori di eventi fieristici cercheremo, nei prossimi giorni, di fornire un contributo di analisi e proposta alle tre istituzioni, prima che sia troppo tardi”. E chiede: “Com’è stato possibile accumulare 18 milioni di debiti con la Sofiser?”. E’ quello che chiediamo anche noi da molto tempo.

(p.l.g.)

LA DICHIARAZIONE DI ENRICO BANFI

“Il tempo è scaduto – scrive – dopo l’ennesimo nulla di fatto della riunione in Regione del 5 novembre, che ha confermato ciò che tutti temevano da tempo: il problema non è la mancanza di eventi, ma di idee condivise dai soci pubblici”.

“Ancora una volta si è scelto di non decidere: si accusa Fiera di Milano di non avere un piano industriale (quindi un documento di dettaglio profondo), ma i tre soci pubblici non sono ancora riusciti a concordare il piano strategico generale (da cui deve partire il Piano industriale). E prendono altro tempo, non si sa quanto, mentre intorno crolla il rapporto fra i soci, si squaglia il CDA, saltano eventi storici ed importanti come “Casa & Tavola”, rischiano tutti gli altri eventi, in particolare quelli dei privati. Com’è pensabile assumere impegni contrattuali con oltre 10.000 espositori in queste condizioni di perdurante nebbia?”.

“L’assenza di una società di gestione non impegolata con le procedure concorsuali ha effetti devastanti – aggiunge – Impedendo la realizzazione degli eventi, di fatto uccide l’esperienza della Fiera di Reggio. Con tutto ciò che ne segue: sul piano economico (solo i privati, ricordiamo, fanno piovere su Reggio e provincia oltre 100 milioni di euro all’anno), sul piano imprenditoriale ed occupazionale: l’assenza di tale ricchezza produce contrazione delle attività e , dunque, dell’occupazione. E vanifica gli investimenti milionari come quelli dell’Alta Velocità. Eppure la società di gestione c’è: CRPA Eventi, costituita ad hoc ma stoppata prima di decollare. Perché? Eppure alla fine di settembre, solo poche settimane fa, i soci avevano assicurato che la funzionalità di CRPA Eventi era una priorità”.

Accusa Banfi: “E’ una situazione incredibile, immotivata e perciò assurda, che penalizza fortemente Reggio Emilia e la sua economia. Dopo avere creato un disavanzo di ben 18 milioni di euro con Sofiser (ma come è stato possibile?) e non con la gestione fieristica, gli stessi attori distruggono un pezzo importante del futuro della città. Il motivo? A stare alle dichiarazioni riportate dai media il dubbio principale sembra essere se disputare un campionato con Parma o con Milano…”.

“Regione, Provincia, Comune sembrano non avere compreso queste cose e, magari involontariamente, con il loro atteggiamento dilatorio minacciano seriamente l’economia reggiana. Noi promotori e gestori di eventi fieristici nel polo di via Filangeri cercheremo, nei prossimi giorni, di fornire un contributo di analisi e proposta alle tre istituzioni, prima che sia troppo tardi”.

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