Dollari falsi dalla Nigeria: arresto a Reggio. Li stampavano con la tecnica di “Zona pericolosa”

Traffico e spaccio di dollari falsificati. I carabinieri hanno operato un arresto anche a Reggio Emilia, ieri mattina, nell’ambito dell’inchiesta di Piacenza che permesso di sgominare una banda che distribuiva in Italia banconote false stampate all’estero. Le modalità con cui avveniva il trasferimento in Italia sono una novità, al punto da aver suscitato l’interesse delle autorità Usa. Non solo: il sistema di produzione delle banconote sembra copiato pari pari dal celebre romanzo romanzo Zona pericolosa dello scrittore inglese Lee Child.

Il Gip di Piacenza, su richiesta della Procura della Repubblica, ha dunque disposto l’arresto la custodia cautelare in carcere di 19 persone, cittadini italiani e stranieri, per associazione per delinquere finalizzata alla introduzione nello Stato e spendita di banconote falsificate: fra questi un 33enne originario della provincia di Foggia ma abitante a Reggio Emilia. Ieri i Carabinieri reggiani e piacentini l’hanno raggiunto presso la sua abitazione dove è stato arrestato.

La successiva perquisizione eseguita presso l’abitazione dell’uomo ha portato al sequestro di vario materiale informatico (computer, tablet, chiavette usb etc..) ora al vaglio degli inquirenti. E’ accusato di aver ricevuto banconote false detenendole per poi metterle in circolazione facendole visionare a terzi soggetti. Fatti che sarebbero avvenuti tra la fine di maggio e gli inizi di giugno del corrente anno. L’indagine “E Unum Pluribus”  ha messo in luce l’esistenza di un sodalizio criminale dedito all’importazione dalla Nigeria, ove avviene la produzione, di banconote false da cento dollari realizzate con la cartamoneta originale da un euro, “sbiancate” e recapitate nel nostro Paese in plichi nascosti fra medicinali di erboristeria, riviste, custodie per cd etc., affidati a  ignare società internazionali di spedizione e quindi immesse nel circuito economico.  Come detto, la metodologia di contraffazione fino ad oggi non era mai stata censita a livello internazionale, da qui il diretto interessamento delle  autorità statunitensi.

Il nome dell’operazione “E UNUM PLURIBUS” (da uno, molti), è la riedizione, volutamente errata, del noto motto statunitense “E PLURIBUS UNUM” (da molti, uno): è tratto, appunto, dal romanzo Zona pericolosa, pubblicato nel 1997, in cui viene descritta la tecnica di falsificare banconote da 100 euro utilizzando quelle da un dollaro (ma genuine).

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