Dolcetti e saponette
di cadavere. Piccinini e Borghi rievocano Leonarda Cianciulli

La saponificatrice di Correggio fra leggenda e realtà” è il titolo dell’incontro in programma mercoledì 27 novembre per il quinto anno accademico della “Università dell’età libera di Campegine”, organizzato dall’associazione “Il tempo utile” in collaborazione con “SorridiA.M.O. alla vita” e con il Comune.

A parlare della famigerata Leonarda Cianciulli sarà il giornalista correggese Fabrizio Piccinini, che negli anni Novanta ritrovò gli atti del processo e con Lucio Bigi ricostruì il caso, sentendo testimoni diretti e consultando documenti inediti: una ricerca poi utilizzata per documentari e trasmissioni televisive, tesi di laurea e recenti pubblicazioni.

L’appuntamento di mercoledì è alle 14,30 nella sala conferenze dell’Istituto “Alcide Cervi”, a Praticello.
Con Piccinini dialogherà il cantautore Alfonso Borghi, medico e appassionato di storia locale, fra gli animatori della “Università dell’età libera”.

Leonarda Cianciulli in Pansardi (1894-1970), casalinga avellinese emigrata a Correggio nel 1930, fu arrestata nel 1941 con l’accusa d’aver ucciso tre donne del posto. Nel luglio 1946 il Tribunale di Reggio la condannò per triplice omicidio a scopo di rapina, e triplice distruzione di cadavere: trent’anni di reclusione preceduti da almeno tre in casa di cura, avendole concessa la seminfermità di mente.

E le saponette? In istruttoria, quando rischiava la pena di morte, diede numerose e fantasiose versioni dei fatti, sia sul movente sia sul modo di eliminare le povere vittime: dai sacrifici umani al cannibalismo, passando per la produzione di sapone, appunto, e pure di dolcetti per il the. Cose mai provate né confermate, anzi contraddette da fatti e testi: ma la verità giudiziaria nulla poté contro l’immaginazione, e la donna – condannata anche per calunnia, furto, truffa – è ancora oggi famosa come “la saponificatrice. Morì in manicomio.

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