Delrio e la segretaria: “Libero” gira il coltello nella piaga (e parla anche dei rimborsi ai consiglieri). La replica del ministro

Il quotidiano Libero continua nella strategia di attacco al ministro Graziano Delrio, ex sindaco di Reggio e braccio destro di Matteo Renzi, proprio nello stesso giorno in cui titola in prima pagina “Renzi è pericoloso”. Oggi, con un nuovo articolo di Giacomo Amadori, è tornato sulla vicenda dell’assunzione di Nadia Ovi, segretaria di Delrio a palazzo Civico, come segretaria di Andrea Viero a Iren Ambiente. Il quotidiano di Belpietro si era già occupato della vicenda,  con grande risalto, il 30 ottobre.

“Libero” ha pescato il curriculum della Ovi, diplomata disegnatrice di moda, dal quale emerge che l’esperienza professionale precedente all’ingresso nello staff di Delrio era stato il posto di segretaria presso la Margherita di Reggio Emilia.

In Comune era stata assunta con emolumento ad personam “in considerazione dell’alta professionalità e esperienza richiesti per tali funzioni”.

“Purtroppo chi ha santi in Paradiso trova sempre le porte aperte”, è il commento del capogruppo di Progetto Reggio Giacomo Giovannini. L’articolo dà anche alcuni particolari sull’indagine condotta dal consigliere Zeffirino Irali sui rimborsi-spesa dei consiglieri, con i pernottamenti di Delrio in alberghi da 200 euro a notte.

(Pierluigi Ghiggini)

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“CHA CHA CHA” DELLA SEGRETARIA: “LIBERO” INSISTE E DELRIO OGGI REPLICA 

Il ministro Delrio prende carta e penna e finalmente (pacatamente ma puntutamente) replica alle incursioni del quotidiano di Belpietro, che sul caso della componente dello staff dell’allora sindaco di Reggio (successivamente assunta a Iren Ambiente) nei giorni scorsi ha assestato un pugnace uno-due a Graziano nostro (articoli del 30 ottobre e del 9 novembre, laddove si narra anche dei rimborsi-spese dell’ex primo cittadino durante missioni per conto del Comune).

Oggi, a pagina 5 del quotidiano milanese, appare l’intervento del ministro, che riportiamo per intero sotto.

“Egregio Direttore, desidero precisare due questioni approfittando dell’attenzione riservatami.

In primo luogo non ho niente da nascondere sulle mie spese di rimborso durante missioni per conto del Comune.

Ho molto spesso utilizzato mezzi pubblici quali metro e bus anche nelle mie trasferte romane.

In secondo luogo la vicenda della segreteria della Direzione Iren, come è stato peraltro già da voi riferito, non presenta nessun profilo di illegittimità e neppure ho nulla da aggiungere a quanto già riferito dal dott. Viero.

Sono totalmente estraneo alla vicenda, che è frutto di scelte avvenute dopo le mie dimissioni da sindaco”.

Graziano Delrio

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Una risposta a 1

  1. ivano sassi Rispondi

    10/11/2013 alle 15:05

    Uno si domanda che cosa faccia per campare tal consigliere Irali da Reggio Emilia da potersi permettere di passare intere giornate a fotocopiare scontrini di alberghi nella vana ricerca dello scoop scandalistico e con la speranza di salire agli onori delle cronache come il moralizzatore reggiano.
    Irali Zefirino, classe 1954, perito industriale, è un imprenditore residente a san Polo d’Enza.
    Ma è un “povero imprenditore”, infatti nel 2012 ha avuto un reddito lordo di soli 12.038 €. Non ha tasse da pagare, anzi ha una imposta a credito di € 1.702.

    Che cosa si ricorderà dell’azione politica di Irali Zefirino in Sala Tricolore, per chiosare l’autocritica di Sandro Bondi? Non certo le sue 60 preferenze, né come primo firmatario di mozioni, interpellanze o proposte.

    I fatti più salienti sono che nell’ottobre 2012 si sfila la camicia verde insieme ai colleghi Giovannini Giacomo e Parenti Andrea a seguito degli scandali della Lega Nord.

    Oppure verrà ricordato per perché multato per guida con cellulare all’orecchio nel 2011. Fa ricorso contro il Comune di Reggio Emilia per non avere la decurtazione dalla patente dei 5 punti prescritti. Peccato che a un consigliere comunale tale possibilità non sia concessa in base all’articolo 63 del Testo Unico dell’ordinamento degli Enti Locali, pena il rischio di perdere il seggio di consigliere comunale. Pare che grazie al giudice di pace sia riuscito ad evitare sia la perdita dei 5 punti sia la poltrona.

    Eh già, “poverino”, ha il reddito di un precario con benefici fiscali, ma grazie al gettone di “presenza” in Sala Tricolore (4.590 €/anno) il suo reddito annuale cresce del 50%.
    Lo paghiamo per questo?

    Ivano Sassi, dipendente, persona normale.

    p.s. dati pubblicati per legge e facilmente consultabili all’indirizzo http://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESConsiglieriTabellaWeb/83B67F4A517607EAC1257C1300325EEC?opendocument )

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