A ottobre lieve diminuzione dei lavoratori in Cig

Lieve diminuzione nel mese di ottobre del numero dei lavoratori (12 mila 676 in tutto) interessati agli ammortizzatori sociali. Ma allarme perché i contratti di solidarietà e cassa integrazione straordinaria in 285 imprese hanno raggiunto il limite concedibile.  Quasi la metà delle imprese che dal 2009 ha fatto ricorso agli ammortizzatori socili, ha ripreso la normale attività produttiva.

Sono alcuni dei dati diffusi dalla Cgil sull’andamento della crisi in provincia di Reggio Emilia, con riferimento al mese di ottobre 2013. 

La Cgil inoltre denuncia gli effetti della “riforma Fornero” che ha fra l’altro eliminato la possibilità di Cassa integrazione per i dipendenti di imprese in fallimento: l’effetto “è un aumento esasperato della precarietà, anche nel territorio reggiano”.

I DATI DELLA CGIL

Dati CIG Ottobre complessivi: il numero dei lavoratori interessati in provincia di Reggio agli ammortizzatori sociali è di 12.676 unità, con una diminuzione di 173 lavoratori rispetto al mese di Settembre.

I lavoratori coinvolti in Cassa Integrazione Ordinaria aumentano di 586 unità mentre diminuiscono i lavoratori coinvolti nella Cassa Integrazione Straordinaria (- 604 lavoratori) e nei Contratti di Solidarietà (- 363 lavoratori).

Ore autorizzate: rispetto al periodo Gennaio/Ottobre 2012, diminuiscono le ore di Cassa integrazione Ordinaria del 5,6% e del 7,4% per le Casse Straordinarie e i Contratti di Solidarietà.

Settori interessati: dei 7.597.973 di ore autorizzate il 55,1% è stato utilizzato nell’Industria, il 13,2% nel settore dell’edilizia, il 19,9% nell’artigianato e il 11,5% nel settore del commercio.

Licenziamenti collettivi: a Ottobre 2013, dall’inizio della crisi (2008), sono 212 le aziende che hanno attivato procedure di mobilità per 3.756 lavoratori (+ 1.129 rispetto a Dicembre 2012).

A Ottobre 2013 sono 51 le imprese con ricorso alla cassa integrazione straordinaria che interessano 3.280 dipendenti: quasi tutte le aziende sono in procedura concorsuale o hanno cessato l’attività. Se non interverranno nel frattempo soluzioni alternative alla chiusura (come ad esempio l’acquisizione da parte di terzi), questi addetti rischiano la collocazione in mobilità al termine dell’utilizzo dell’ammortizzatore.

I contratti di Solidarietà attivati sono 75 per complessivi 4.838 lavoratori coinvolti.

Sono già giunti al limite concedibile i ricorsi a CIGS e Contratto di Solidarietà in 285 imprese nel periodo dal 2009 all’Ottobre 2013.

Il 34,0% delle aziende è ricorsa ad un secondo o un terzo ammortizzatore sociale: dalla Cassa Straordinaria al Contratto di Solidarietà o viceversa, dalla Cassa Straordinaria a quella Ordinaria o alla Cassa in Deroga.

Il 16,5% delle aziende ha invece cessato l’attività produttiva collocando i lavoratori in mobilità.

Il 49,5% delle aziende (con 8.874 lavoratori coinvolti) hanno ripreso la normale attività lavorativa anche se, in diversi casi, il personale è stato ridimensionato anche per il semplice blocco del tourn-over.

Negli ultimi mesi si assiste con frequenza alla collocazione in mobilità dei lavoratori durante o al termine dell’ammortizzatore sociale anche in applicazione delle norme contenute nella cosidetta “riforma Fornero” che ha abrogato la possibilità di accedere alla Cassa Integrazione Straordinaria per i lavoratori dipendenti di imprese in fallimento. Questa normativa, assieme a tante altre contenute in quella legge che aveva come obiettivo l’incremento occupazionale attraverso la creazione della “flessibilità buona”, ha avuto come risultato la pesante riduzione degli ammortizzatori e l’aumento esasperato della precarietà, anche nel territorio reggiano.

 da: www.cdltre.it/Sezione.jsp?idSezione=4660

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