Antimafia, Bini ai cutresi proprio non va giù. Manovre elettorali?
Post di Migale: “Nessuna lista”

di Pierluigi Ghiggini

Continuano i movimenti in zona Cutro dopo l’intervento del presidente della Camera di Commercio Enrico Bini al convegno in Calabria su crisi, credito e coesione sociale: convegno dal quale , fatta eccezione per l’intervento di Bini, la parola ‘ndrangheta è stata bandita e nel quale il presidente reggiano è stato contestato con un volantino di stampo “vittimistico” firmato da Aldo Ajello e ancora una volta all’insegna del “Bini prepara le valigie”: vecchio slogan degli imprenditori edili cutresi. Ma anche lì non una parola su mafie, clan, cosche, ‘ndrine, ‘ndrangheta etc.

L’altra sera Ajello, forse preso in contropiede dalle reazioni suscitate dal suo intervento, ha telefonato a Bini ribadendo che il volantino era già stato distribuito in agosto, e che comunque la sua intenzione è quella di sollevare un problema più ampio.

La questione tuttavia resta e finisce per investire i rapporti tra politica e comunità cutrese (un tempo potente e blandita) dove prendono campo vecchi leit motiv. Lo conferma un intervento spedito ai media da Antonio Migale in qualità di portavoce del “Movimento Solidarietà per le Imprese che Resistono“.

Migale è un imprenditore che ha due mobilifici a Reggio e in Calabria, ed è il fratello del sindaco di Cutro. Contesta la presunta equazione cutresi eguale mafiosi, e chiede di rifare a Reggio il convegno, ma questa volta con il ministro Delrio, il ministro Kyenge e il “probabile futuro sindaco” Luca Vecchi.

Perché – afferma – Reggio può diventare un “laboratorio per il cambiamento”. Nella lista dei possibili invitati stilata da Migale manca il nome del Prefetto Antonella De Miro alla quale si devono decine di interdittive antimafia che un certo mondo, che si è visto allo scoperto, non ha ancora digerito. Anche Migale attacca frontalmente Bini accusandolo di “atteggiamento discriminatorio” e di non aver distinto fra “chi lavora e chi delinque”. E aggiunge: “Pensare di combattere il fenomeno criminoso solo con la repressione crediamo sia una strada che non porterà a risolvere il complesso fenomeno  della criminalità“.

La sostanza è che per l’ennesima volta Bini viene messo sotto accusa per il suo impegno antimafia e proprio allo scadere del suo mandato di presidente camerale. Si avverte profumo di rivincita e anche  il sottofondo di manovre pre-elettorali, nell’ambito nella sinistra che ha sempre garantito il business dell’imprenditoria cutrese. Le “Imprese che Resistono” potrebbero diventare una lista per le amministrative, da lanciare – appunto – col convegno-bis.

IL COMUNICATO DI ANTONIO MIGALE

“Grande accoglienza a Enrico Bini e clima festaiolo, tipico della tradizione cutrese,  il tanto atteso e rivendicato convegno sulla crisi di Reggio Emilia e il triste rapporto tra cutresi e reggiani che si è svolto venerdì 8 novembre nella sala polifunzionale a Cutro. Un tema delicato e drammatico che andava affrontato diversamente”.

A denunciare il relativo insuccesso dell’evento è Antonio Migale, portavoce del  “Movimento di Solidarietà per le Imprese che Resistono”. Nato da componenti di due associazioni culturali, Calabria e dintorni e Scandale in Emilia, il Movimento ha avviato già da tempo una lotta per evidenziare il grave disagio che vivono i cittadini di Cutro e del crotonese emigrati nella città emiliana.

“La venuta del presidente della camera di commercio di Reggio Emilia a Cutro è un fatto positivo – evidenzia Antonio Migale – poiché a Reggio lo stesso presidente più volte è stato contestato a  causa di un atteggiamento di indifferenza e quasi discriminatorio nei confronti dei lavoratori calabresi, specie quelli del settore edilizio”.

“Bini viene contestato non perché ha avviato un percorso di lotta contro la criminalità, come lui sostiene, ma per il fatto di non aver fatto mai un distinguo tra chi lavora e chi delinque. Poteva essere un occasione per un chiarimento e per avviare un percorso che favorisse l’interazione tra cittadini calabresi e reggiani”.

“L’idea di far tutto da soli senza coinvolgere i diretti interessati è stata una scelta voluta che dimostra ancora una volta un modo strumentale di affrontare certi temi. Ciò è dovuto ai conflitti della politica”.

“Gli interventi degli addetti ai lavori sono stati approssimativi e vaghi a riprova della complessità del tema – continua Antonio Migale. –  Le responsabilità del difficile inserimento dei cutresi in terra emiliana è da ascrivere alle  istituzioni reggiane ma anche alle amministrazioni  comunali, provinciali e regionali calabresi che si sono succedute negli anni e che non hanno voluto sentire le grida degli imprenditori di Reggio che da anni attraverso iniziative e comunicati stampa rimarcano  uno stato di isolamento che rischia di degenerare e  fare aumentare il fenomeno criminoso”.

Al convegno doveva essere presente anche Franco Corradini assessore alla sicurezza del comune di Reggio Emilia.

La sua assenza potrebbe essere la conferma di una sua dichiarazione in un’intervista di qualche anno fa  rilasciata allo stesso Migale. “Migale ,qui a Reggio l’80% dei reggiani pensa che ad avere a che fare con dei cutresi c’è il rischio di avere a che fare con dei mafiosi, e il Pd è riottoso in questo”.

“Questa nota però non ha lo scopo di aprire una sterile polemica ma quella di rilanciare una nostra proposta”.

“Riorganizzare il convegno a Reggio Emilia alla  presenza del ministro Graziano Delrio, il capo gruppo del Pd del comune di Reggio Emilia e  probabile futuro sindaco, il ministro Kyenge anche lei emigrata in terra emiliana, le associazioni di categoria della città di Reggio e della provincia di Crotone e i rappresentanti dei vari comuni della provincia di Crotone oltre quella di Enrico Bini. Da parte di tutti l’impegno ad avviare uno studio sociologico e tracciare un profilo del patrimonio di lavoratori cutresi a Reggio e delle varie figure professionali”.

“L’impegno di distinguere il problema del lavoro e quello dalla criminalità, appunto distintamente”.

“L’obiettivo dovrà essere quello di realizzare un laboratorio, un ponte tra Reggio Emilia e la Calabria per avviare un programma d’innovazioni nei rapporti tra nord e sud del paese. Costruire una nuova comunità per il cambiamento, valorizzando le opportunità offerte da un più giusto, competitivo finalizzato utilizzo collettivo delle risorse produttive per colmare il divario economico, sociale, educativo, infrastrutturale e tecnologico tra il mezzogiorno ed il resto del paese”.

“Pensare di combattere il fenomeno criminoso solo con la repressione crediamo sia una strada che non porterà a risolvere il complesso fenomeno  della criminalità”.

Antonio Migale – Movimento di Solidarietà per le Imprese”

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Una risposta a 1

  1. ANTONIO MIGALE Rispondi

    14/11/2013 alle 02:21

    La mia azione politica è libera e spassionata e non ha nessun obiettivo elettoralistico o quant’altro. ho vissuto alcuni anni della mia giovane età a Parma durane il periodo universitario. nel 2004 impegni di lavoro mi hanno portato nuovamente in terra emiliana. in entrambe le occasioni ho avuto modo di apprezzare alcune qualità dei cittadini emiliani, la laboriosità ed un gran senso del bene comune, valori che credo abbiano fatto ricca la città di Reggio Emilia e di Parma. Valori che anch’io ho acquisito grazie alla mia esperienza politica. Ora a causa del difficile momento che si vive a Reggio Emilia ho deciso di tornare in Calabria ARRICCHITO DALLA STRAORDINARIA ESPERIENZA matura. Il mio obiettivo sarà solo quello di trasferire questi valori e l’esperienza maturata a Reggio E. ai giovani della mia regione, la Calabria. Un ponte tra Reggio Emilia e la Calabria per avviare un programma d’innovazioni nei rapporti tra nord e sud del paese. Costruire una nuova comunità per il cambiamento, valorizzando le opportunità offerte da un più giusto, competitivo finalizzato utilizzo collettivo delle risorse produttive per colmare il divario economico, sociale, educativo, infrastrutturale e tecnologico tra il mezzogiorno ed il resto del paese”.I libri, La Cultura ed il lavoro saranno i miei strumenti per combattere il fenomeno criminoso. Vi chiedo pertanto di non ostacolare il nostro percorso il Vostro sostegno è determinante. NESSUNA LISTA Grazie. Antonio Migale “MOVIMENTO DI SOLIDARIETA’ PER LE IMPRESE CHE RESISTONO”

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