Annata agraria sotto il segno della depressione. Giù i prezzi del grana e dei suini, ma il lambrusco va alla grande

Il giorno dedicato a San Martino, che ricorre l’11 novembre, rappresenta nella tradizione la fine dell’annata agraria. La Coldiretti ha diffuso oggi un primo bilancio per la provincia di Reggio.

Secondo l’associazione dei coltivatori, “complessivamente il 2013 ha lasciato in provincia segni negativi per quasi tutti i settori dell’agricoltura reggiana, principalmente a livello economico e di quotazioni.

Gli effetti negativi sull’andamento dell’economia reale generati dalla crisi finanziaria, hanno accentuato ulteriormente le difficoltà del comparto agricolo con remunerazioni tendenzialmente in ribasso su tutti i settori ad eccezione della viticoltura che ha registrato un importante incremento.

Le imprese agricole segnalano una strutturale difficoltà a recuperare redditività ed efficienza ed a proporre innovazione ed investimenti. Tanto che a Reggio Emilia è negativo il saldo, nei primi nove mesi 2013, fra le imprese nate e quelle che hanno cessato l’attività. Il dato che emerge dall’analisi del Registro Imprese della Camera di Commercio di Reggio Emilia mostra, infatti, l’agricoltura come il settore con il saldo negativo maggiore: 149 nuove aziende iscritte contro ben 548 cessate.

Gli alti costi di produzione che gli agricoltori continuano a sostenere, determinati anche dagli adeguamenti a recenti normative, unitamente al peso della burocrazia ed ai prezzi di mercato tendenzialmente in calo, rinforzano una situazione limitante per le aziende agricole e registrano una complessiva annata agraria poco florida sul versante dei prezzi”

Secondo le prime elaborazioni “risulta in salita il settore vitivinicolo che registra ottime retribuzioni per i produttori. In calo le quotazioni per Parmigiano Reggiano, carne suina e stabile il settore cerealicolo. La piovosità del periodo primaverile, che ha reso difficoltosa la semina per molte produzioni, unitamente alla grandinata e tromba d’aria che hanno colpito una vasta area della provincia la scorsa estate, hanno contribuito a ridurre i raccolti. I produttori di anguria, aderenti all’Associazione Produttori Anguria Reggiana, collocati nella fascia colpita dal maltempo, hanno subito danni dal 50 al 70 % delle proprie produzioni”.

LATTIERO CASEARIO – La produzione di Parmigiano Reggiano è in calo rispetto al 2012, a Reggio Emilia ha segnato una flessione di oltre il 2% nei primi nove mesi dell’anno, con un riconoscimento economico di quasi 9 euro al chilo. La provincia di Reggio Emilia, con i suoi 102 caseifici si attesta a settembre 2013 su una produzione di 779.600 forme con un calo di 17 mila rispetto allo scorso anno.I consumi hanno mostrato un calo del 2,5% nei primi nove mesi dell’anno mentre l’export conferma  la tendenza all’aumentato.

VITIVINICOLO – La produzione di uva in provincia nel 2013 si è attestata su 1,3 milioni di quintali pari a un +4,2% rispetto al 2012 con il prezzo in ulteriore aumento, confermando la ripresa del settore iniziata già alcuni anni fa.

La remunerazione ai produttori infatti promette ottimi risultati con i 6,5 euro al grado per il rossissimo. Le liquidazioni dalle cantine sociali sono previste con un aumento di oltre 10 euro al quintale, rispetto allo scorso anno, raggiungendo quotazioni medie tra i 45 e i 50 euro al quintale.

SUINICOLO – Dopo un 2012 migliore  sul fronte del prezzo,  il 2013 si chiude nuovamente con una situazione di mercato pesante. Il prezzo della carne suina è in calo e registra, in questi giorni, una quotazione inferiore ai 1,40 euro/kg. La ripresa del mercato percepita lo scorso anno, dopo un lungo periodo di crisi, è durata solo pochi mesi ed ha lasciato spazio a nuove difficoltà. I costi di produzione dell’allevamento di suini, sempre più elevati, continuano a non essere soddisfatti dall’attuale remunerazione del mercato.

CEREALICOLO – In provincia di Reggio Emilia nel 2013 sono stati investiti poco più di 20 mila ettari in cereali, con una riduzione rispetto al 2012 di 4 mila ettari rispetto allo scorso anno.  Oltre 7 mila tonnellate in grano tenero e duro, 7 mila ton. in mais e quasi 1.000 ton. di altri cerali. Le quotazioni vanno da una media di 235 euro/ton. del grano tenero ai 250 euro/ton. per il grano duro. Il mais è pagato in media 230 euro/ton. senza variazioni rilevanti rispetto allo scorso anno. La remunerazione per la soia nel 2013 si è attestata su una media di 500 euro/ton.

ALTRE PRODUZIONI – Le condizioni climatiche particolarmente piovose durante il periodo primaverile hanno impedito la semina di molte colture tra cui la barbabietola da zucchero, che ha ridotto la superficie coltivata di quasi il 40%. Anche la produzione di pomodori da industria ha subito un calo di circa il 30%.

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