Vuole la morfina
ed entra al pronto soccorso con un coltellaccio di 40 cm

E’ sempre più pericoloso lavorare nei reparti di emergenza. Momenti di panico ieri sera, dopo le 17,30, al Pronto Soccorso dell’Ospedale Franchini di Montecchio. Un uomo di 50 anni  del paese armato di un coltello da macellaio lungo 40 centimetri, ha fatto irruzione al Pronto Soccorso minacciando di i presenti se non avesse ottenuto la morfina. Una pattuglia dei Carabinieri di Montecchio , dopo aver evacuato il Pronto Soccorso, riusciva a disarmare e bloccare l’uomo, che intanto si era scagliato contro i militari.

E’ stato arrestato  con le accuse di porto abusivo di arma bianca, resistenza, minaccia ed oltraggio a pubblico ufficiale, minaccia a pubblico ufficiale in esercizio delle proprie funzioni (il medico in servizio al pronto soccorso) e interruzione di pubblico servizio.  Hanno dovuto somministrargli un calmante per trasferirlo in caserma e poi in carcere a disposizione della Procura.

La versione dell’Ausl: “Casi fortunatamente infrequenti”

La Direzione Generale dell’Azienda USL di Reggio Emilia informa che nel pomeriggio di ieri (21 ottobre 2013) un 50enne del paese si è presentato intorno alle 17.00 al Pronto Soccorso dell’Ospedale Franchini di Montecchio; superando la zona triage e la sala d’attesa, l’uomo è entrato in un ambulatorio ed ha minacciato il medico e il personale infermieristico con un coltello a lunga lama per ottenere un calmante. Gli operatori hanno immediatamente attivato il 112 e i Carabinieri, giunti sul posto, hanno portato l’uomo in Caserma, dove è stato sedato dal personale del Pronto Soccorso intervenuto successivamente col mezzo di soccorso avanzato  (auto medica).

L’uomo è noto al personale del Pronto Soccorso per i ripetuti accessi. Fortunatamente nessun danno per operatori sanitari e per le circa 10 persone in attesa. L’attività del Pronto Soccorso ha subito un rallentamento, non è stata interrotta e le persone in attesa sono state regolarmente visitate in sicurezza. Gli ospedali, e i Pronto Soccorso in particolare, sono luoghi di cura aperti a tutti i cittadini che hanno bisogno di assistenza o che esprimono un disagio. Quando si sono verificati casi analoghi, fortunatamente infrequenti, gli operatori e le forze dell’ordine hanno sempre dimostrato di saper far fronte alla situazione.

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