Posta del cuore

Lettera d’amore dello scrittore Massimiliano Parente a Selvaggia Lucarelli. E’ il gioco dell’estate: scrivere alla giornalista cercando di trasformarsi nel suo principe azzurro.

Mia adorata Selvaggia. Ho letto il tuo appello su Libero per la ricerca di un fidanzato e non ho resistito, pur non potendo propormi nel suddetto ruolo in quanto ho già un fidanzato e una fidanzata, entrambi ufficiali (non dell’esercito) e miei amori assoluti. Tra l’altro ho anche una bambina e un cane. Tuttavia, per te, ho un posto libero da amante fissa (sebbene sia già in procinto di essere assegnato, sbrigati), e vorrei elencartene i vantaggi e le condizioni, nel caso dovessi accettare, e le ragioni del perché non puoi non accettare.

Ti faccio presente anzitutto, nel caso non lo sapessi, che ho scritto le opere letterarie più importanti degli ultimi cento anni dopo la Recherche di Marcel Proust (sulla quale, en passant, ho scritto un saggio fondamentale), è un dato di fatto ormai accertato. Mi trattengo qui dal commentare i gossip sui tuoi ultimi amanti, sono certamente di parte e sarei sarcastico: di recente oltre a un deejay mi dicono perfino un cestista, mi sono dovuto documentare per sapere cosa fosse, credevo un intrecciatore di cestini di vimini di Burkina Faso. E cosa ti hanno lasciato costoro? Niente, altrimenti non saresti qui a fare le primarie per trovare un uomo decente. Gli uomini, in generale, fanno tutti schifo, te ne sarai accorta.

Mentre io ti ho già dedicato un racconto per Nuovi Argomenti (intitolato Stalker, se per imperdonabile distrazione non lo avessi ancora letto lo puoi leggere qui: www.nuoviargomenti.net/stalker, c’è pure l’immagine di King Kong, l’eroe di tutti gli stalker e gli innamorati), e un capitolo molto passionale (intitolato Selvaggia) del mio prossimo romanzo Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler, che uscirà per Mondadori a gennaio, insomma alla fine molto più di quanto abbia fatto Dante con Beatrice, e era Dante, due palle di uomo cattolico che ti avrebbe ammorbato con quella cagata di Divina Commedia (infatti non credo Beatrice gliel’abbia data, e se gliel’ha data era una sfigata pure lei).  In altre parole rischi di fare una figura pessima con i posteri, poiché avendoti dedicato io tutte queste strazianti attenzioni (nonché, adesso, la presente lettera) sapranno chi eri e che eri la mia ossessione, per generazioni non se ne daranno pace, vuoi questo? Vuoi aggiungerti alla lista delle stronze storiche che non hanno mai capito nulla dei geni di cui erano l’ossessione? Tipo quella Fanny Targioni Tozzetti che rifiutò Leopardi? E Liane De Pougy, che rifiutò Gabriele D’Annunzio e poi anziché corteggiare Proust, si mise a trescare con il suo amico Reynaldo Hahn?

Inoltre con me ti si schiuderanno i segreti dell’universo, acquisterai un potere intellettuale invincibile. Guarderemo le stelle insieme non come due innamorati cretini ma ripercorrendo la storia dell’universo da tredici miliardi e mezzo di anni a oggi, mentre qui sono ancora fermi agli oroscopi e alla religione. Guarderemo il tramonto e ti parlerò della nascita del sistema solare e di quando questa nostra stella esploderà, tra cinque miliardi di anni. Parleremo di biologia, di meccanica quantistica, di Charles Darwin e Max Planck, ti porterò al Caffè delle Arti e a conoscere al Bioparco di Roma la mia amante scimpanzé Edy, ci innamoreremo insieme di me, e faremo tanto sesso.

Ovviamente, proprio per le suddette ragioni, dovrai accettare le mie regole da amante, piccole clausole a tutela del nostro rapporto. Tra le più importanti c’è che dobbiamo vederci una volta a settimana. Una volta vengo io a Milano, una volta tu a Roma. Non di più, perché non è consentito dal patto con i miei fidanzati, né di meno, per soddisfare le nostre esigenze passionali. Se ritieni, una volta ci vediamo a metà strada, magari a Bologna. Oppure a Venezia, dove ti porterò a visitare la collezione Peggy Guggenheim spiegandoti i capolavori dell’arte contemporanea.

Per una donna di successo come te è anche comodo, se ci pensi, un fidanzato è un ingombro, devi sopportarlo sempre e come diceva Leopardi «nulla è più raro al mondo di una persona abitualmente sopportabile». Abolito il mare d’estate, e le partite di calcio d’inverno, non potrai andare allo stadio né seguirle in televisione, neppure in mia assenza, perché degradano l’uomo, figuriamoci la donna. È per il tuo bene. Ti accompagnerò, invece, a comprare libri, videogiochi per me e Leon, smalto per unghie, biancheria intima e scarpe.

Infine, va da sé, non potrai avere altri amanti oltre me, e a questo punto neppure fidanzati (non avendoli adesso, se li cercassi dopo di me sarebbero per forza di cose classificati come amanti, quindi farebbero decadere l’accordo) perché insomma la fedeltà è un valore credo condiviso da entrambi. Neppure io, ovviamente, avrò altre amanti, stai tranquilla, già adesso ho solo te e non abbiamo ancora iniziato. Il contratto completo te lo fornirò in seguito, nel frattempo resto in attesa di una tua risposta affermativa. Non deludermi, ti prego. Non deludere soprattutto il mondo, l’amore, la letteratura e la storia dell’uomo. Come dice lo Zio Ben a Spiderman: un grande potere implica una grande responsabilità. Ti aspetto.

Tuo, Massimiliano.

(www.liberoquotidiano.it)

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