Mediopadana
Reportage
a sorpresa: “Meglio
di Milano”

Non solo è bella, funziona alla grande! “Vale i 79 milioni spesi per costruirla”. Un reportage di Giornalettismo.it liquida i gufatori permanenti e conclude che la fermata Av di Reggio è un esempio per l’Italia. La dimostrazione: il treno del mattino parte vuoto da Milano e si riempie qui. Centinaia di passeggeri alle partenze. E c’è chi viene da Cremona: “Conviene”. Basta alibi e ritardi: ora la stazione Calatrava deve vivere giorno e notte.

«La stazione Mediopadana, studiata per accogliere 2 milioni di passeggeri l’anno e disegnata dall’architetto Santiago Calatrava, a prima vista sembra una cattedrale nel deserto ma in realtà assolve a pieno la sua funzione e vale i 79 milioni di euro spesi per costruirla».

mediopadana

Non è uno spot pubblicitario, e nemmeno un trionfalistico comunicato di qualche istituzione locale  (peraltro responsabili dei gravi ritardi nell’allestimento dei servizi, dei parcheggi e della fermata della linea Fer Reggio-Guastalla). Sono le conclusioni di un reportage di Magdhi Abo Abia apparso poi giorni fa su Giornalettismo.it (clicca e leggi).

A questa conclusione Abo Abia è giunto non sulla base di cifre fornite dalle Ferrovie e da Italo (ancora data e parziali) ma provando sul campo cosa succede al mattino, salendo sul Frecciarossa 9609 in partenza da Milano Centrale alle 7.18 con arrivo a Reggio Emilia AV alle 08.06: in tutto 48 minuti di viaggio. 

L’impatto è sorprendente: «Il treno in partenza da Milano è desolatamente vuoto – racconta Giornalettismo. Il convoglio in questione è diretto a Napoli e forse per via dell’orario i passeggeri scarseggiano. Dopo 48 minuti arriva il momento di scendere a Reggio Emilia. Sono l’unico che lascerà il convoglio nel mio vagone e nei due davanti. La discesa al binario però riserva una sorpresa particolare. La stazione è ben frequentata e quasi tutte le porte vengono occupate dai passeggeri in salita, tanto che il treno aspetta due minuti prima di ripartire verso Bologna e quindi per Napoli.

Quindi il treno era partito vuoto da Milano e  ha cominciato a riempirsi a Reggio Emilia. Sarà stato un caso?  Continua il reportage :«In attesa del treno (per il ritorno, ndr) facciamo un giro per la stazione, che appare effettivamente immensa e sinceramente bella. Il bianco dà un’impressione di grandezza e profondità e l’effetto onda è stupefacente. Forse stridono le inferriate tra i binari».

«Se il lato al fianco dell’autostrada è protetto da teli in plastica e “coperto” dal terrapieno dell’A1, l’altra uscita, quella “ufficiale” è invece immersa nel verde. Forse troppo immersa. L’aria è carica di concime, di tanto in tanto si sente lo scampanio dei bovini e se non fosse per i parcheggi, gratuiti ma incustoditi, sembrerebbe di trovarsi in aperta campagna. Fuori dalla stazione ci sono dei taxi in attesa, con la corsa per la città che costa 10 euro. Una volta partito il treno però le auto bianche se ne vanno lasciando spazio alle navette, dal costo di 3 euro, e dell’autobus della linea 5, urbano, il cui biglietto acquistabile a bordo costa un euro e 50. Allontanandosi verso la strada principale la stazione appare immensa nella sua bellezza e nelle sue dimensioni ed in effetti, vista da fuori, appare magnifica».

«A questo punto decidiamo di tornare dentro per verificare la situazione sul binario 1 che accoglierà il treno Frecciarossa con destinazione Milano. Una volta salite le scale mobili la sorpresa si fa ancora più grossa: la banchina è piena, anche più di quanto non fosse avvenuto per il nostro convoglio. E non si sente parlare solo reggiano.Molti passeggeri sono lombardi che prendono la macchina, lasciano la vettura in stazione e vanno verso Milano risparmiando tempo rispetto al collegamento regionale. E’ il caso di un passeggero cremonese equipaggiato con una bicicletta pieghevole che ci conferma come sia meglio fare così piuttosto che affidarsi a Trenord, il servizio regionale lombardo di Trenitalia».

L’articolo continua con le testimonianze di ragazzi che preferiscono l’Alta velocità perché risparmiano rispetto al Frecciabianca, e di un passeggero di Mantova che spiega come venendo a prendere il treno a Reggio, risparmia comunque mezz’ora rispetto a quanto impiegherebbe con Trenord ad arrivare a Milano».

Inoltre non tralascia di decrivere la “desolazione post partenza (“l’Etr 500 parte e la stazione piomba nuvamente nel silenzio”), e sottolinea: “Certo, le criticità restano. La stazione al momento appare isolata dal resto del mondo e di Reggio Emilia. Calatrava l’ha progettata quasi come fosse un aeroporto, e forse in futuro sarebbe intelligente provvedere alla nascita di servizi navetta che colleghino la stazione con le province più vicine, così da facilitare la mobilità di coloro che magari non hanno la macchina”.

Ma in conclusione Giornalettismo.it definisce la stazione Mediopadana come “un’opera inaspettatamente utile“, anzi “immensamente più utile rispetto ad altre linee costruende o in progettazione, appunto perché ha consentito ad una parte importante dell’Italia (non dimentichiamoci che a poca distanza da qui c’è Sassuolo, il capoluogo mondiale della ceramica) di avvicinarsi con i gangli economici e del potere”.

Infine una riflessione di ordine generale: “L’uso di questa stazione dimostra quale sia la sua potenzialità. Forse sarebbe il caso di darsi una mossa nel realizzare anche le strutture d’accompagnamento, ed in futuro Reggio Emilia AV Mediopadana potrebbe diventare lo spot migliore per i “Sì Tav”, perché dimostrerebbe il valore dei collegamenti ferroviari ad alta velocità senza paura di smentite”.

Qualcuno dubita ancora che Reggio costruirà il futuro post-crisi proprio intorno alla fermata Mediopadana? E’ l’ora di svegliarsi, di rimboccarsi le maniche, e per prima cosa riempire gli spazi vuoti della stazione per farla vivere di giorno e di notte.

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Una risposta a 1

  1. paolo roggero Rispondi

    16/10/2013 alle 12:49

    quanto scritto è assolutamente condivisibile.
    concedetemi alcune altre considerazioni :
    – in Italia ci sono solo 6 stazioni AV
    – quella Mediopadana è la meno cara, la più bella, la più visibile, l’unica in linea.
    – costa 4 volte meno delle stazioni di Bologna e di Firenze ( quella di Bologna, 340 mln di € è uno scatolone interrato a 20 metri )
    per concludere :
    – non bisogna dare le perle ai porci, non le sanno apprezzare

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