Qualcuno brucia le chiese reggiane: due incendi dolosi
in pochi giorni. Atti dimostrativi o magari odio anticristiano?

Ora è il momento di preoccuparsi,  di indagare a fondo e soprattutto chiedersi perché.

Nuovo attentato a un tempio cattolico del reggiano: è il secondo in pochi giorni, dopo il confessionale andato a fuoco nella chiesa di San Celestino a Cadelbosco.

Questa mattina i  vigili del fuoco di Guastalla sono intervenuti  in via Ca’ de Frati a Rio Saliceto, dove qualcuno aveva appiccato le fiamme alla canonica annessa alla chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova. Il fumo ha annerito l’edificio e anche parte della chiesa adiacente, e solo il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha scongiurato danni ben maggiori.  Qualcuno aveva forzato la porta dell’edificio, dove ha appiccato o provocato in qualche modo le fiamme. Indagano i Carabinieri.  Chiesa e canonica sono dichiarati inagibili a seguito del terremoto dello scorso anno.

Martedì scorso, a San Celestino di Cadelbosco Sopra, era stato incendiato un confessionale del XVIII secolo. Le fiamme  diffuse nella zona circostante hanno interessato anche la statua di San Cirillo, oggetto di devozione popolare. Il confessionale era distante da circuiti elettrici e da candele: per questo l’ipotesi più accreditata è quella dell’incendio doloso. Anche in questo caso i danni, comunque notevoli, sono stati contenuti dal rapido intervento dei vigili del fuoco, chiamati dal parroco don Valter Beltrami, a sua volta avvisato da una parrocchiana.

Come si vede, l’incendio di Cadelbosco non è rimasto isolato. Perchè? E’ possibile che si tratti di atti dimostrativi? Di certo è la prima volta che nel territorio reggiano si assiste a fatti del genere.

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