Il locale è a Rubiera
Per la Guida dell’Espresso l’Osteria del Viandante è il top a Reggio

osteria viandante

In provincia di Reggio 6 locali della provincia di Reggio ottengono punteggi da 15,5 a 14, 13 vengono onorati di un commento il commento e 2 ottengono la citazione. Quelli che hanno ottenuto un punteggio sono locali storici: si tratta dell’Osteria del Viandante di Rubiera (che ottiene 15,5) e del Rigolettino (Reggiolo) che ha 15. Altri quattro ottengono 14 punti: la Trattoria della Ghiara e il Caffè Arti e Mestieri a Reggio Emilia, Mamma Rosa a San Polo e Ca’ Matilde a Quattro Castella.

La classifica risente dalla mancanza del Rigoletto, in quanto danneggiato profondamente dal terremoto del 2012. E così, in cima alla classifica della guida Ristoranti 2014 de L’Espresso, balza l’Osteria del Viandante, ristorante gestito dalla coppia Roberto Gobbi e Dolores Boretti (insieme al cantiniere Mauro Rizzi).

«La mente pensante e chef è mia moglie, che nel ’99 lasciò il posto di fisso di professoressa di italiano e latino per portare avanti il locale, scegliendo un lavoro che era stato svolto da 150 anni nella sua famiglia in diverse parti d’Italia, fino ad approdare a Marola. La nostra idea da sempre si sviluppa su due binari ben precisi che si intrecciano: le materie prime, ad esempio carni pregiatissime di razza piemontese che acquistiamo dal Consorzio La Granda (che è tra le eccellenze d’Italia e di cui siamo soci) e le ricette della memoria e della tradizione che cerchiamo di riprodurre con grande impegno. Cito ad esempio il fagiolo schiaccione di Marina di Pietrasanta o le verdure provenienti dagli orti di Nettuno nell’Agro Pontino. Siamo sempre alla ricerca: il nostro lavoro è come una missione e inoltre continuamente investiamo nel locale per curare ogni dettaglio. Abbiamo clienti da ogni parte: la vicinanza al casello dell’autostrada ci facilita molto. Paradossalmente non è molto frequentato dai reggiani».

“La preparazione e la passione per la cultura e la storia antica hanno portato la chef e anima del locale Dolores Boretti – che per altro a tempo perso scrive libri di storia medievale – a inventarsi una vera e propria filosofia del cibo che trasmette alle ricette proposte” (scrive la Gazzetta di Reggio).

«Il cibo da sempre fa parte della cultura, è un elemento fondamentale nella storia dell’uomo, del costume – puntualizza –. Per i il cibo si sono scatenate le guerre più sanguinose. Io sono affascinata dalla sua evoluzione e dal fatto che un determinato alimento cambi nome a seconda delle regioni dove si presenta con minime ma fondamentali differenze».

Solo a mezzo punto di distacco si colloca l’Hotel Villa Nabila Rigolettino a Reggiolo messo in piedi da Gianni D’Amato, rinomato cuoco anche del Caffè Arti e Mestieri, in cui propone una cucina fra carne e pesce.

A 14 punti, in centro a Reggio, troviamo la Trattoria della Ghiara, regno dei piatti più tipici della tradizione realizzati con cura da Angelo Rinaldini. E ancora, sempre a 14, ecco Ca’ Matilde, ristorante ricavato da un casolare di campagna, con possibilità di soggiornare. Oramai da alcuni anni lo chef Andrea Incerti Vezzani insieme alla moglie Marcella spazia oltre i piatti del territorio, mentre Antonio Torino, anima del locale Mamma Rosa, continua ad essere una certezza sui piatti di pesce, e tra i primi in Emilia a servirlo crudo.

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