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nel guado (mitica hit di Memo Remigi)

Fiere, Milano in fuga dal caos reggiano. Chi pagherà i danni?

di PIERLUIGI GHIGGINI

Come previsto, la Fiera di Milano ha abbandonato il campo di Fiere di Reggio a seguito del diktat dell’assessore regionale Muzzarelli che – sostenuto a spada tratta dalla presidente della Provincia Sonia Masini, ma contro la volontà delle forze economiche reggiane – ha sbarrato la strada a Rho, imponendo un “commissariamento” di fatto di via Filangieri attraverso Fiere di Parma. L’annuncio in un comunicato diffuso ieri sera, venerdì, a mercati chiusi.

In sostanza la società di Milano conferma l’esistenza di uno “scambio di informazioni”, suffragato da un accordo di riservatezza (documento di cui venerdì Sonia Masini aveva messo in dubbio l’esistenza), tuttavia nega di aver formulato sia una proposta per l’ingresso nella società Fiere di Reggio, sia un progetto per la gestione delle manifestazioni. Affermazioni che contrastano con le notizie circolate in questi giorni da fonti autorevoli (che hanno addirittura parlato di una dead line al 20 novembre) e che potrebbero essere chiarite dalla lettera di Fiera Milano, che ha necessariamente accompagnato l’accordo di riservatezza firmato dall’amministratore delegato Riccardo Pazzali, dal presidente di Fiere di Reggio (in concordato) Paolo Lusenti e dal presidente di Crpa Eventi Giuseppe Veneri.

Tuttavia il senso del comunicato non lascia dubbi: Fiera Milano interrompe il rapporto e si ritira in buon ordine. La conseguenza è che Reggio si trova in mezzo al guado, senza un partner e con un concordato giudiziale in atto, con l’esigenza di garantire il calendario fieristico e con i creditori da pagare, la Regione che promette fondi pubblici ma non quantifica, la mancanza di un progetto e i soci pubblici che si dilaniano fra loro.

Tuttavia non è escluso che, una volta chiarite le posizioni a Reggio, Fiera Milano possa riprendere i contatti. La società milanese, in quanto quotata a piazza Affari, deve rispettare regole rigide in termini di comunicazione, specialmente quando si tratta di rapporti con una società sottoposta a concordato e su cui i creditori non hanno ancora avuto la possibilità di esprimersi (lo faranno solo il 23 gennaio).

Da una lettura attenta del comunicato si comprende che la porta non è completamente chiusa. In primo luogo nessuno ha mai parlato di ingresso nel capitale di Fiere di Reggio, bensì nella società-ponte Crpa Eventi. Il fatto che allo scambio d’informazioni “nulla sia seguito”, significa che una trattativa con tutti i crismi non è cominciata, ma d’altra parte non può neppure cominciare né con Milano né con altri partner sino a quando il concordato non ottiene il sì dei creditori. Oppure non si torna a una gestione in bonis. Di conseguenza senza trattativa non c’è neppure il fallimento della medesima, perciò un domani potrebbe essere concretamente avviata senza pregiudizi.

La palla ora è nell’area di rigore dei soci reggiani con un arbitro, la Regione, apertamente parziale. Il futuro di via Filangieri dipende da decisioni tempestive e solide, dalle quali non possono essere escluse le forze imprenditoriali. Per il momento prevale il pessimismo: la Giunta camerale lancia l’allarme di un possibile  “tracollo” di via Filangieri, e lo ha scritto apertamente nel comunicato diffuso al termine della riunione straordinaria di ieri mattina.

Il comunicato di Fiera Milano

“Con riferimento alle notizie di stampa comparse nelle ultime settimane, relative ad un presunto interessamento di Fiera Milano nei confronti di Fiere di Reggio, Fiera Milano precisa di non avere mai formulato una proposta o una manifestazione di interesse per l’ingresso nella compagine sociale di Fiere di Reggio. Né esiste un progetto di partecipazione alla gestione delle manifestazioni del centro espositivo reggiano. I contatti tra Fiera Milano e Fiere di Reggio si sono limitati a uno scambio preliminare di informazioni, come spesso avviene con tantissimi quartieri/organizzatori fieristici, a cui nulla è seguito. Come normale prassi, tale scambio è avvenuto sulla base di un accordo di riservatezza”.

La Camera di commercio accusa Comune, Provincia e Regione: “Colpa vostra se l’ipotesi Milano è tramontata”

Caos Fiere di Reggio, la Giunta della Camera di commercio sale sulle barricate dopo il diktat dell’assessore Muzzarelli (sì alla partnership di Parma, no a Milano) che impone a Reggio una soluzione tutta emiliana e con soldi pubblici (ma quanto non si sa) della drammatica crisi di via Filangieri.

Soprattutto, Enrico Bini & C. temono che  l’operazione orchestrata a Bologna porti al definitivo “tracollo”  del polo di via Filangieri.

Una parola, “tracollo”, mai pronunciata sino ad oggi, ma che è contenuta in documento dai toni duri, e allarmati, approvato questa mattina all’unanimità dalla Giunta camerale reggiana riunita in seduta straordinaria. Insomma, la rottura con gli enti locali e con Muzzarelli si è consumata sino in fondo, tanto più che continuano a circolari insistenti le voci di un disimpegno di Milano dalla trattativa.

Il documento esprime “profondo rammarico” per aver perso l’occasione di Fiera Milano, tramontata dopo la posizione assunta da Comune, Provincia e da ultimo dalla Regione, e chiede “chiarezza” su tempi, mdi e possibili esiti di un piano di rilancio: chiarezza alla quale “sarà subordinata ogni decisione” della Camera di commercio. “Non si può non rimarcare il fatto che esisteva la possibilità concreta di legarsi ad uno degli enti fieristici più importanti d’Europa», mentre «dall’incontro di fine agosto in Regione sono passati due mesi senza che si sia consolidato alcun elemento concreto sul futuro, e le Fiere di Reggio Emilia non sono certo in condizione di attendere oltre».

IL DOCUMENTO DELLA GIUNTA CAMERALE

“L’ipotesi di accordo con Fiere di Milano, che avrebbe consentito il rilancio del sistema fieristico reggiano, è tramontata dopo il voto da parte di Comune capoluogo e Provincia, che ha portato non solo al rinvio del concordato liquidatorio sulle Fiere di Reggio Emilia, ma è stato anche accompagnato da considerazioni e ipotesi che hanno suscitato l’immediato spegnersi dell’interesse manifestato dal possibile nuovo partner: nel prenderne atto con profondo rammarico, attendiamo ora di capire dagli Enti Locali e dalla Regione quali siano i tempi, i modi e i possibili esiti di un analogo piano di rilancio legato ad altri enti fieristici emiliani. Non ci sottrarremo ad alcun impegno, ma ogni decisione sarà subordinata alla chiarezza di un cammino che ancora non sappiamo se sia destinato ad una vera ripresa e sviluppo delle manifestazioni fieristiche o ne stia semplicemente rinviando il tracollo”.

“Pur prendendo atto degli impegni dichiarati dalla Regione – afferma la Giunta camerale – non si può non rimarcare il fatto che esisteva la possibilità concreta di legarsi ad uno degli enti fieristici più importanti d’Europa; un partner – come è stato sottolineato anche da tutte le associazioni imprenditoriali reggiane, il cui interesse è creare condizioni di sviluppo per l’impresa e l’occupazione – che avrebbe potuto far confluire stabilmente qualificanti rassegne in grado di rivitalizzare il sistema fieristico reggiano ed il suo indotto. Dall’altra parte, invece, siamo di fronte ad impegni ancora nebulosi sia sul versante di una eventuale ricapitalizzazione, sia per quel che riguarda gli investimenti che le Fiere di Parma potrebbero mettere in atto, dovendo primariamente e comprensibilmente assicurarsi la tenuta del sistema d’oltre Enza”.

“Un fatto è certo: dall’incontro di fine agosto in Regione sono passati due mesi senza che si sia consolidato alcun elemento concreto sul futuro, e le Fiere di Reggio Emilia non sono certo in condizione di attendere oltre”.

“In ogni caso –  osserva la Giunta della Camera di Commercio – riteniamo scarsamente praticabile la strada di ulteriori investimenti da parte di chi, come la Camera di Commercio, sarebbe chiamato a convogliare in questa direzione le risorse provenienti dal sistema imprenditoriale reggiano, che oggi chiede ben altri ritorni in termini di sostegno al credito, all’innovazione, alla competitività, all’internazionalizzazione e all’avvio di nuove aziende “.

“Proprio per questo – conclude la Giunta – ogni decisione sarà assunta dagli organi della Camera di Commercio dopo un indispensabile confronto con le associazioni imprenditoriali reggiane, per definire insieme su quali priorità possano essere orientate le risorse dell’Ente, che a fronte della perdurante crisi ha già fatto ricorso a fondi straordinari e, fino a due anni fa, ritenuti intoccabili”.

STEFANO LANDI VUOLE MILANO E ALZA LA VOCE

Crac Fiere di Reggio, è sempre più profondo il fossato che divide la politica (o meglio: Regione, Provincia e Comune governati dal centro sinistra) dal mondo imprenditoriale e produttivo reggiano. Lo scontro è in campo aperto, e lo confermano le dichiarazioni del presidente di Unindustria Stefano Landi (e prossimo presidente della Camera di commercio) all’indomani del diktat dell’assessore regionale Muzzarelli, che ha chiuso la porta all’arrivo di Fiera Milano e vuole imporre una sorta di commissariamento di via Filangieri da parte di Parma, promettendo in cambio soldi pubblici. Cioè dei cittadini. Ma quanti soldi, non lo ha detto.

Questa mattina Stefano Landi sul Carlino Reggio dà una risposta secca alla Regione e ai soci pubblici di via Emilia Fiere, ribadisce la posizione corale di tutte le associazioni imprenditoriali (e dell’ente camerale guidato da Enrico Bini) assunta a favore dell’opzione Milano.

“Sono preoccupato – ha dichiarato Landi  – perché come associazioni datoriali abbiamo espresso perplessità di fronte all’ultima presa di posizione dei soci pubblici per un’intesa con Parma. Di fatto pare si voglia interrompere un percorso avviato da tempo, ovvero la possibilità di collegare la Fiera di Reggio con quella di Milano. Un progetto su cui Lisa Ferrarini si era impegnata e che io stesso condividevo». Comunque Landi auspica “che ci sia ancora la potenzialità per concludere una trattativa con Milano, anche se i tempi stringono… Non vorrei che questo rallentamento ci facesse perdere un’occasione impedibile per la nostra economia”. E sul rischio speculazione paventato da Sonia Masini, commenta: “Sono parole che mi lasciano perplesso. Da imprenditore so che oggi come oggi i valori dei terreni sono già crollati per conto loro”.

Una presa di posizione netta, una risposta chiara alla Regione, che con il comunicato di martedì sera – peraltro sconfessato dalla Camera di commercio – ha espresso una volontà di dominio politico senza precedenti sulle autonomie locali e sulle forze sociali reggiane. E sempre con i soldi dei cittadini, cioè degli altri. Ma, Muzzarelli o no, ora gli enti pubblici non potranno certo ignorare la volontà delle associazioni che rappresentano l’economia reggiana.

PROVINCIA, SCONTRO MASINI-PAGLIANI

Forse per questo ieri pomeriggio il Consiglio provinciale la presidente Masini è stata più cauta sull’ipotesi Milano, pur mettendo in discussione l’esistenza di una disponibilità ufficiale a trattare. Per il resto, però , si è letteralmente sdraiata sulla posizione della Regione e ha usato toni trionfalistici a proposito della disponibilità della Regione a investire proprie risorse in via Filangieri a patto però che il partner privilegiato sia Parma. E anche nel caso di una trattativa con Milano, Fiere di Reggio dovrà presentarsi con altri partner. Cioè Parma e naturalmente alla Regione.

Le ha subito replicato il capogruppo Pdl Giuseppe Pagliani. “L’accordo con Fiera Milano è un’opportunità imperdibile per Reggio – ha detto – e per rilanciare il nostro manifatturiero”. Su questo punto Masini e Saccardi hanno fatto una figuraccia memorabile: “Parlate di soldi pubblici, cioè dei cittadini, ma non sapete neppure quanti, e  non avete un progetto né per la meccatronica né per l’oleodinamica e la meccanica fine, tanto meno per l’agroalimentare”.

E soprattutto “ancora una volta volete usare i soldi pubblici, i nostri soldi, per gettarli in una situazione fallimentare, nata dalla fusione irresponsabile tra Siper e Sofiser, e che diventerà un pozzo senza fondo. Di voi non ci si può più fidare”.

Pagliani ha ricordato che esiste una procedura di concordato, e che i creditori attendono di essere pagati. E chi pagherà – aggiunge a Rep – “un milione di euro al fisco per le tasse sugli immobili?”. Infine ha stigmatizzato l’intervento a gamba tesa della Regione, mentre “tutti sanno che le Fiere di Parma hanno difficoltà a mantenere loro stesse” .

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