Ma allora perché Lusenti e Veneri andarono a Milano?

Dopo il disimpegno di Fiera Milano, che per mesi aveva “annusato” l’affare di Fiere di Reggio – bisognose di un salvataggio, soprattutto dai pasticci dei politici, ma certo un buon busines – Sonia Masini ha esultato: “Avevo ragione io. Non c’era nessuna trattativa”.

Dichiarazione un po’ avventata perché Milano ha comunque confermato l’esistenza dell’accordo di riservatezza, mentre poche ore prima la presidente della Provincia aveva parlato di un foglio non firmato “come se ne possono trovare nello studio di qualsiasi commercialista”.

Eppure tutti sanno che il presidente delle Fiere Paolo Lusenti e il presidente di Crpa Eventi Giuseppe Veneri erano andati in missione a Milano a trattare con i vertici della Fiera. Oppure quella fu solo una passeggiata in Galleria?

Si sa pure che almeno un consiglio di amministrazione di Fiere di Reggio è stato dedicato alla valutazione dello stato della trattativa. Ufficiale o informale, era universalmente noto che una trattativa c’era. Possibile che solo Sonia Masini non lo sapesse?

Sì, possibile, visto che evidentemente non sapeva niente neppure della voragine di debiti in cui affondava la Sofiser,nonostante avesse un proprio assessore di fiducia, Roberta Rivi, nel cda dell’immobiliare pubblica che in breve tempo, causa una fusione disgraziata, ha trascinato nel dissesto la società Fiere di Reggio.

E’ bene che qualcuno informi l’inquilina di palazzo Allende onde evitarle figure imbarazzanti.

Di certo, con la sua esultanza di oggi ha dimostrato di aver centrato un obiettivo: far saltare i rapporti con Milano.

Pierluigi Ghiggini

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