La scure
di Roma sull’università

L’università di Modena e Reggio è tra le migliori del Paese per qualità della ricerca, ma è fra le peggio trattate dal Ministero in materia di fondi per nuove assunzioni. Una situazione paradossale venuta a galla nel confronto tra la graduatoria di qualità stilata dall’Anvur, l’agenzia nazionale di valutazione degli atenei, e la classifica del turn over redatta dal ministero sulla base dei bilanci delle singole università. Secondo quanto pubblicato dal Corriere della Sera, Unimore avrebbe solo il 13,72% di probabilità di poter rimpiazzare i docenti che vanno in pensione quest’anno, nonostante gli ottimi risultati in termini di qualità.

Nella classifica Anvur, infatti, Unimore figura nella top ten della qualità, determinata sui dati riguardanti pubblicazioni, libri, brevetti etc. e sull’analisi dell’attività delle aree scientifiche. Al primo posto troviamo Padova seguita da Milano Bicocca, Verona, Bologna, Pavia e con Torino al sesto posto. Al settimo Modena-Reggio, seguono Parma, Roma Tor Vergata e la Statale di Milano al decimo posto.

Tuttavia in base ai criteri ministeriali calcolati sui bilanci, Unimore è quella che, insieme a Tor Vergata, ha meno possilità di ottenere nuove assunzioni. Poco più del 13%, appunto,  mentre Bicocca ne  il 36,2, Verona il 31, Parma (dietro a Unimore per qualità) e addirittura la Statale (decima) il 40,96%. Solo Tor Vergata, al nono posto, è messa peggio col 9,82. Colpisce il fatto che atenei molto più arretrati nella valutazione di qualità, come Genova, o la Basilicata o Bergamo abbiano maggiori possibilità nelle assunzioni.

Evidentemente Modena-Reggio è ritenuta poco virtuosa in termini di conti, bilanci e risanamenti, di conseguenza viene punita da Roma. Forse i criteri ministeriali non tengono dell’ampliamento dell’offerta formativa, cresciuta con facoltà e corsi prestigiosi con l’apertura della sede reggiana.
Il colpo è tanto più penalizzante in quanto quest’anno il ministro Carrozza prevede di rimpiazzare nel complesso non più del 20% dei docenti che lasciano il servizio: circa 400 su un totale nazionale di 2.300.

È vero che per le università virtuose secondo l’ Anvur è previsto un fondo di 41 milioni, ma è una goccia nel mare.

Resta il fatto che da una parte si chiede all’università di essere competitiva sul piano internazionale, dall’altra viene punita se spende per la qualità, ottenendo risultati brillanti.

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