La satira che
dà addosso agli intellettuali. Una volta tanto ci sta

Parodia al vetriolo: “Infermo” di Borgonovo e Cappellani fa il verso a Dan Brown per fustigare editori e giornalisti

infermoChe l’Italia sia «cafonal», soprattutto a partire da quegli ambienti che si considerano intellettuali e chic, lo ha già detto e ridetto Roberto D’Agostino. Però persino il più irriverente dei siti, dei freni se li deve pur mettere. Tutto cambia in un’opera di fantasia, che giochi con la realtà sfruttando assonanze e somiglianze. Si tratta di un espediente letterario antico, basti pensare all’Apokolokyntosis di Seneca (che dissacro il defunto imperatore Claudio e tutta la sua corte) o alle più popolari «pasquinate» rinascimentali.

A darcene un saggio molto contemporaneo sono Francesco Borgonovo, giornalista di Libero, e lo scrittore e sceneggiatore Ottavio Cappellani. Il loro Infermo. Il primo libropanettone erotico (Barbera editore, pagg. 158, euro 16,90) in libreria da qualche giorno è, infatti, una folle, e molto feroce, sarabanda letteraria che fa il verso all’ultimo bestseller di Dan Brown (Inferno) e ci presenta un ritratto impietoso del mondo culturale italiano. Pardon, un ritratto di un metamondo letterario italiano. Poi, certo, nei personaggi (tutti inventati, come no) ognuno può vederci chi vuole, magari guidato da certe assonanze biografiche, o da certe onomatopee.

Così sulle tracce del semiologo Robert Condom che è la versione evirata e sgarrupata del Robert Langdon di Dan Brown si incontra di tutto. In primo luogo le «Vulvare», adepte di una feroce setta di donne che desidera la castrazione maschile. A capitanarle è Duna Salvini. Una signorina di cui si sa che scrive per l’editore Rizzanti, che è amica della scrittrice porno Fregnabella Rosaproce, che fa articoli per Io massaia, che ha continui monologhi con la sua vagina, e possiede i dvd con tutte le puntate di Sex and the City, che ha una schiava coi baffi. E se questa signora non vi fa pensare a nessuno, qualcosa magari vi diranno le sue amiche, anch’esse rigorosamente antimaschio: Giusy Bandana che dirige il Maxxi di Roma, Dolcezza Pierliborio che scrive per L’Umidità, o la filosofa Giuseppina Sammarzano.

Poi ci sono quelli che invece tenteranno disperatamente di aiutare il sesso maschile a rischio apocalisse, come il nobile catanese Mastrangelo Spezzafiamma di Minchiaferrata (ma chi sarà mai?). E se per tutti ci saranno disastri, contumelie, guai sessuali (raccontati con mano pesante e in stile Vernacoliere), l’acme è raggiunta alla festa dell’editore Rizzardi. Dove fa la sua comparsa anche Alessandro Forca detto Bavaglio, quello che si vanta di essere l’unico allievo del grande e toscanissimo Lindo Borianelli. Come andrà a finire la storia? Non saremo noi a svelarlo al lettore.

Ma non c’è bisogno di rivelare che qualcuno, leggendo, si offenderà ben prima del finale. Gli altri rideranno e basta, anche se ogni tanto Borgonovo e Cappellani sul pedale del trash del loro «metamondo» pestano davvero pesante. Ma a volte lo fa anche realtà.

(Matteo Sacchi, Il Giornale)

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