L’affare s’ingrossa e la gente s’incazza
I rimborsi pazzi dei consiglieri regionali: nella bufera Monari (Pd) e Silvia Noè (Udc)

L’inchiesta giudiziaria sui rimborsi spesa dei consiglieri regionali (sono già indagati tutti i capigruppo, ma l’elenco si allungherà parecchio) è una valanga che rischia di travolgere via Aldo Moro. Cresce la richiesta di dimissioni dell’intera assemblea legislativa.

Il capogruppo del Pd Marco Monari è nella bufera, al punto che ha annunciato le dimissioni «non appena capirò la consistenza delle contestazioni che mi verranno eventualmente mosse». Monari non ci sta a finire nel tritacarne della “gogna mediatica” (dichiarazione sua): «Non sono uno scialacquatore di denaro pubblico e neppure un distributore di finta beneficenza, e lo dimostrerò». Tuttavia avrebbe chiesto il rimborso per la partecipazione a cene e eventi da diverse onlus.

Per ragioni analoghe è nel mirino la consigliera Silvia Noè dell’Udc per una cena a favore dell’Ant. Le onlus beneficiate, ovviamente, non sapevano dei rimborsi. «Sono una persona perbene , non ho fatto spese folli. Sono pronta a chiarire tutto ai magistrati» ha dichiarato Silvia Noè.

Intanto si cerca di capire di più nel “giallo” delle carte di credito personali assegnate dal gruppo Pd. Da anni si parla del sistema delle carte prepagate anche per compensare a pioggia collaboratori interni ed esterni. In proposito la consigliera reggiana Rita Moriconi (Pd in quota Psi) ha dichiarato al Carlino Reggio: «A me non risulta. Almeno, io non ce l’ho».

SILVIA NOÈ: “HO GESTITO CON RIGORE. IL GRUPPO HA UN COSPICUO SALDO RESIDUO. FARE BENEFICENZA È COSA DISDICEVOLE?”

Ieri sera Silvia NOè, capogruppo Udc all’assemblea legislativa regionale, ha diffuso questa  dichiarazione.

Ho dedicato prevalentemente alla politica gli ultimi dieci anni della mia vita dopo essermi lungamente impegnata, come imprenditrice, alla guida di associazioni di categoria delle piccole e medie imprese. Se volessi fare un bilancio di carattere puramente economico, certamente avrei dovuto intensificare la mia attività professionale e abbandonare quella che per me è una scelta di vita, di passione, onestà e spirito di servizio. 
Nella mia veste di consigliere regionale, ho sostenuto finanziariamente numerose iniziative di volontariato e l’ho sempre fatto attingendo alle mie personali risorse. Oggi mi trovo in un autentico ciclone mediatico essendo capogruppo dell’Udc ed avendo presentato bilanci così rigorosi che hanno portato il mio gruppo ad avere un cospicuo saldo residuo, proprio perché ogni uscita contabile veniva attentamente valutata secondo i criteri conformi alla normativa vigente. 
Non penso sia disdicevole se, ogni volta che se ne è presentata l’opportunità, il mio gruppo consiliare abbia potuto sostenere iniziative benefiche negli ambiti più disparati: dal contrasto alle tossicodipendenze all’inserimento dei disabili nella vita sociale, dalla prevenzione dei tumori alla ludopatia, o ancora al contrasto alla violenza alle donne, ecc… Se alcune centinaia di euro sono state finalizzate in questi dieci anni per sostenere attività benefiche o di solidarietà, francamente non lo ritengo così deplorevole. 
Forse mi sbaglierò, ma vorrei capire qual è l’interesse a confondere vacanze, gioielli o  dubbie collaborazioni con qualche iniziativa promossa da un’associazione benefica. Auspico un rapidissimo accertamento della verità perché fare di tutta un’erba un fascio e confondere onesti e disonesti non aiuterà mai a migliorare la politica”.

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