Fiere, Pagliani: “Masini telecomandata politicamente da Muzzarelli”

di Pierluigi Ghiggini

“Noi delle boutade della Presidente Masini e dei suoi colpi, a salve, di teatro non ci fidiamo. Agisce perché telecomandata politicamente, in questo caso dall’assessore regionale Muzzarelli. E poi dov’erano questi signori soci pubblici durante gli anni del dissesto della società Fiere di Reggio Emilia? E chi paga per la situazione in cui è finita la società?”.

giuseppe

Oggi il capogruppo del Pdl a palazzo Allende, Giuseppe Pagliani, in una dichiarazione sul pasticciaccio brutto di via Filangieri (sempre più colorato di giallo, al punto che è stato sollecitato l’intervento della Procura) sbeffeggia “sora Sonia” e punta il dito sulle sue responsabilità politiche e di governo.

La presidente Sonia Masini è sotto accusa per il crac del polo fieristico reggiano. Il dissesto è diventato caos dopo il rinvio dell’assemblea dei creditori, imposto da Comune e Provincia con l’obiettivo scoperto di far saltare l’accordo con Fiera di Milano, e dopo che con alcune dichiarazioni sorprendenti la Masini è arrivata a interpretare l’opposizione di se stessa.

“Perché è stata scelta la strada di un concordato frettoloso?” ha chiesto ieri, rivolgendo la domanda non si sa bene a chi ma dimenticandosi che proprio lei, in quanto presidente della Provincia, è un socio di primo piano della società in concordato e che insieme a Comune di Reggio e Camera di commercio ha deciso presidenza e nomi del cda, prima della Sofiser carica di debiti e poi di Fiere di Reggio.

“La Presidente Masini – afferma Pagliani in una nota – manca completamente delle conoscenze basilari di diritto societario: la sua entrata a gamba tesa nell’affaire Fiere di Reggio e l’ipotesi di avere una perizia a valori fantasmagorici del patrimonio della società stessa ci lascia molto perplessi. Non ci convince un innalzamento fantasioso dei valori di beni che poi nessuno riuscirà mai a vendere”.

Inoltre “sono gravissime le responsabilità e le negligenze dei soci pubblici, provincia in primis” rispetto alla società Sofiser che “con i suoi debiti ha messo in crisi finanziaria la compagine nata attraverso la fusione con Siper”. Di più: “La Presidente Masini è stata rappresentata in Sofiser per svariati anni dall’attuale assessore provinciale all’agricoltura Roberta Rivi, che ha dormito lunghi sonni in consiglio”.

E aggiunge: “Sonia Masini ha gestito in modo fallimentare tutte le partecipazioni dell’ente provincia in società pubbliche , vedi Matilde spa, società Aeroporto, società per la casa, ed anche in questo caso si muove per compiacere l’assessore regionale Muzzarelli, cacciando l’ipotesi di coinvolgere la società Fiere di Milano per creare sinergia e mantenere in vita le iniziative fieristiche reggiane già contratte”.

Eppure “alla vigilia dell’Expo 2015 a nostro avviso le opportunità da cogliere vanno nella direzione delle strutture di Fiera di Milano, che riteniamo molto più solide ed organizzate delle sofferentissime fiere delle province vicine.

Non basta avere la stazione Mediopadana per vedere salire a dismisura  i valori immobiliari di una provincia devastata dalla cementificazione e dalle centinaia di beni invenduti posti sul mercato anche dalle procedure concorsuale in cui sono incappate le coop rosse di costruzione”.

Conclude Pagliani: “Noi delle boutade della Presidente Masini e dei suoi colpi, a salve, di teatro non ci fidiamo, la Presidente della Provincia ha sempre creato spendite per gli enti pubblici. Agisce perché telecomandata politicamente, in questo caso dall’assessore regionale Muzzarelli, il quale per miopia politica e per non fare entrare le fiere di Milano a Reggio sarà colpevole del futuro crac delle Fiere di Reggio. Ci chiediamo: dove erano questi Signori soci pubblici durante gli anni del dissesto della società Fiere di Reggio Emilia? E chi paga per la situazione in cui è riversa la società?”.

Già. Pagheranno in responsabili, che hanno gestito Sofiser sotto il segno del Pci-Pds-Pd, portandola al disastro? Pagherà chi ha voluto una fusione rovinosa, ben sapendo come stavano le cose e senza nemmeno cautelarsi con una due diligence sulla Sofiser (evidentemente un affare scottante per il partito di governo), oppure pagheranno i cittadini e l’economia del territorio reggiano?

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