Donna stuprata e massacrata
in viale Ramazzini: preso marocchino “sans papier”

E’ stato arrestato a Rapallo dalla Polizia uno dei due uomini, il marocchino Es Sahly Buojemaa, che nel giugno scorso in un edificio di viale Ramazzini avevano stuprato e massacrato di botte una donna di circa trent’anni, costringendo il suo fidanzato ad assistere alla violenza. La donna, un’operatrice sociale italiana, ne usci talmente malconcia da dover essere ricoverata in ospedale con prognosi di 30 giorni.

Era il 16 giugno. In piazzale Marconi davanti alla stazione si svolgeva la festa multietnica. La giovane e il suo ragazzo avevano intenzione di trascorrere lì la serata di domenica. Tra la folla la donna incontrava un conoscente, con un amico che si  presentava Es Sahly Buojemaa. Questi proponeva alla coppia di fare un salto a casa sua, per bere qualcosa. I due accettavano l’invito seguendolo, dal sottopassaggio della stazione, fino a via Ramazzini.

Solo arrivati sul posto capivano che c’era qualcosa di strano:  quella non era un’abitazione, ma un edificio abbandonato. A quel punto dal buio spuntava un uomo, un altro straniero, armato di coltello e spranga. La coppia veniva costretta a salire al secondo piano, con il fidanzato sotto la minaccia di un coltello. Poi i due scagliavano sulla donna, prendendola selvaggiamente a sprangate. Infine la violenza sessuale. Solo più tardi il fidanzato della ragazza riusciva a dare l’allarme alla polizia. Ma ormai dei due delinquenti non c’era più alcuna traccia.

La giovane veniva soccorsa  e portata all’ospedale dove i sanitari riscontrava lesioni da violenza carnale guaribili in 30 giorni.  Grazie alle immagini del circuito di videosorveglianza del sottopassaggio gli investigatori sono riusciti a fare scattare le manette ai polsi di uno dei colpevoli, scovandolo a Rapallo. Si tratta di un clandestino marocchino di 32 anni. Il complice  non è stato ancora identificato: era all’interno dell’edificio ad attendere la coppia e per questo il suo volto non è stato immortalato dalle telecamere.

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