Caos Fiere / Son riusciti a far scappare Milano, o forse no. Ma dalla Regione niente di concreto

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di Pierluigi Ghiggini

Come si temeva, non è scaturito nulla di concreto dal vertice di ieri pomeriggio in Regione con l’assessore Muzzarelli, al capezzale di Fiere di Reggio finite in concordato per il colossale debito ereditato dalla vecchia Sofiser. La tensione fra i soci pubblici di via Filangieri si tagliava col coltello, dopo le parole molto grosse volate lunedì in provincia fra Sonia Masini e Enrico Bini. Significativo il fatto che quando ha ha parlato la presidente di palazzo Allende, dalla sala è uscito Bini, mentre l’assessore Spadoni – a quanto si è appreso – ha lasciato la seduta.

Muzzarelli ha soltanto ribadito la vecchia proposta di far entrare Fiere di Parma (ma il presidente Boni ha ripetuto che Parma non ha risorse da gettare nel pozzo reggiano). L’unica novità è l’annuncio di un intervento diretto della Regione, Muzzarelli non ha parlato né di soldi né di progetti operativi. Siamo ancora a due mesi fa. Tuttavia il pachiderma dà qualche segnale di mobilità.

Come nella migliore delle tradizioni, è stato costituito un gruppo di lavoro che comincerà a lavorare – così si dice – già nella giornata di oggi.

Intanto circola la notizia dello sganciamento di Fiera di Milano dall’affare di via Filangieri, visto la situazione che si è creata fra i soci e soprattutto per l’ostilità manifestata verso la trattativa da Provincia e Comune (che tuttavia ha modificato tardivamente la propria posizione). Una brutta notizia per le associazioni imprenditoriali, che si sono schierate compatte a fianco di Lisa Ferrarini e della Camera di commercio, a favore dell’operazione Milano. Tuttavia a sera i vertici di Rho non si erano ancora pronunciati. Continua la tattica del “no comment”, segno che Milano non lascia nulla di intentato pur di riprendere le fila delle trattative. La speranza è tenue, ma c’è. Significativa una dichiarazione a MF del presidente di Romagnafiere Gilberto Tebaldi, operatore impegnato in prima fila in via Filangieri: «Se si va con Milano, il quartiere fieristico reggiano ha un futuro. Se si va con Parma, Reggio chiude in tre anni».

I Musei di Reggio comunicano oggi che fino a domenica 27 è in mostra (a palazzo San Francesco) la statuetta in bronzo nota come "Il guerriero di Reggio"

I Musei di Reggio fanno sapere che fino a domenica 27 è in mostra (a palazzo San Francesco) la statuetta in bronzo “Il guerriero di Reggio”

Martedì 22 ottobre: Caos Fiere, ormai siamo agli insulti

Giudicate voi se questa è una classe dirigente in grado di governare Reggio Emilia. Il crac di via Filangieri si è trasformato in una guerra senza quartiere, il cui punto più basso (per ora) è stato toccato ieri sera al summit in Provincia fra i soci pubblici, l’un contro l’altro armati. Si dice sia finita praticamente a “ceffoni” metaforici, ma molto pesanti, con parole grosse volate da Sonia Masini verso Enrico Bini il quale, ritenendosi offeso, ha abbandonato la seduta insieme al segretario generale della Camera di commercio, Dalla Riva. 

Quasi certo che lo scontro continuerà nel pomeriggio di oggi a Bologna: per le 16, infatti, soci pubblici e cda Fiere di Reggio sono stati convocati (fieramente contrari all’ingresso di Fiera di Milano in via Filangieri) dall’assessore regionale Muzzarelli. Vedremo se ha qualche asso nella manica, o almeno quella proposta promessa da due mesi e mai arrivata.

Ma torniamo alla seduta di ieri. E’ noto che che Comune e  Provincia hanno imposto il rinvio dell’assemblea dei creditori, nonostante la nuova perizia del commissario giudiziale Tiziana Volta che valorizza terreni e capannoni circa dieci milioni in più della perizia del cda. Contro tale manovra, vista come un tentativo di far saltare in extremis le trattative per affidare a Fiera di Milano la gestione del polo espositivo, sono insorti la Camera di commercio e tutte le associazioni imprenditoriali.

Tuttavia alla riunione di ieri Sonia Masini è andata dritta sulla sua strada, insistendo sulla necessità di “stracciare” il concordato tornando a una gestione finanziaria in bonis di Fiere di Reggio. Il che significa una ricapitalizzazione minima di 6 milioni di euro: ma se i soci hanno tutti questi soldi, perché non lo hanno fatto prima del collasso di via Filangieri?

Stando a quanto si è appreso,  la riunione è degenerata quando la presidente Masini ha sostenuto che Sofiser (l’immobiliare piena di debiti, fusa nel 2011 con la Siper) “doveva” essere salvata. Però Bini ha replicato che Sofiser è stata schiacciata dagli 11 milioni di euro riconosciuti al comune di Cavriago come extraoneri per le aree industriali di Corte Tegge. A quel punto, secondo le voci di corridoio, la Masini sarebbe esplosa affermando che è il momento di smetterla con le falsità, e che con quell’intervento è stato “aiutato” un Comune duramente colpito dalla crisi.

Poi altre parole grosse all’indirizzo di Bini, il quale un certo punto si è alzato e ha abbandonato la riunione, mentre i presenti restavano allibiti. Difficilmente la crisi potrà essere recuperata: di certo non oggi in Regione. Evidentemente il presidente camerale (in procinto di lasciare la carica) ha toccato un tasto molto sensibile quando ha parlato degli extraoneri di Cavriago (utilizzati fra l’altro per realizzare il faraonico centro culturale  “Multiplo”). Ma è evidente che un intero sistema di potere è ormai al tramonto, e il crac Fiere ha funzionato da detonatore di una “bomba” innescata da tempo.

Lunedì 21 ottobre  – Fiere, i soci se la suonano in provincia

Incontro a muso duro in Provincia fra i soci pubblici delle Fiere dopo lo scontro che ha visto contrapposti da una parte Comune e Provincia (vale a dire Spadoni, Sonia Masini e Pier Saccardi) e dall’altra la Camera di commercio (il presidente uscente Enrico Bini a fianco di Lisa Ferrarini, presidente dell’associazione salumifici italiani e membro del cda Fiere di Reggio) spalleggiata da tutte le associazioni imprenditoriali reggiane, comprese le due centrali cooperative. Com’è noto un blitz di Comune e Provincia ha imposto il rinvio a gennaio dell’assemblea dei creditori delle Fiere in concordato, col risultato di bloccare sul nascere le trattative con Fiera di Milano per la gestione e il rilancio di via Filangieri.

A quanto si sa l’incontro – preceduto da un vertice tecnico per l’esame delle due perizie sul valore presunto del patrimonio di via Filangieri, cioè terreni e capannoni espositivi – non è servito granchè. Le posizioni fra gli enti soci restano ancorfa distanti, e oggi si presentano in ordine sparso in Regione dall’assessore Muzzarelli, fiero oppositore dell’ingresso di Milano.

Sulle perizie – molto più elevata quella del commissiario giudiziale Tiziana Volta, rispetto alle valutazioni licenziate dal cda –  si è innestata una polemica sulla presunta “svendita” delle aree che godono di una posizione privilegiata nella zona Nord, rispetto alla stazione Mediopadana. Tuttavia non è chiaro chi tenterebbe la “svendita”: cifre alla mano, secondo il capogruppo di Progetto Reggio Giacomo Giovannini, a “svendere” tre anni fa l’area ex casello A1 – a una cifra ancora più bassa della stessa perizia del cda su via Filangieri – è stato stato proprio il Comune. Una vicenda che vede il possibile candidato sindaco del Pd Luca Vecchi in una posizione politica scomoda: era contemporaneamente capogruppo del Pd in Comune e presidente dei revisori di Immobiliare Nord Est che ha acquisito l’area.

(p.l.g.)

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Una risposta a 1

  1. Umberto Gianferrari Rispondi

    23/10/2013 alle 13:59

    La vicenda è complessa, ma se fossi costretto a schierarmi, non avrei alcun dubbio ; starei dalla parte del mio compagno ( di scuola ! ) Enrico Bini, senza esitazioni !

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