Circoli al voto
Mega-“cappotto” a Roteglia, vince
il “sax”-appeal
di Manghi

Primo test, alla Ibattici 3 delegati su 5

Il congresso del Pd di Roteglia invece ha visto trionfare alla grande (un vero plebiscito) il renziano sindaco di Poviglio Giammaria Manghi (ben 41 voti, contro i due ottenuti da Andrea Costa e i 2 raccolti da Roberta Ibattici)

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Venerdì nei “congressini” di Reggio Centro Storico e Canossa 3 delegati su 5 hanno scelto la candidata donna “terzo incomodo”

Ostello della gioventù (bruciata). Un consiglio: cambi anche le sue ciabatte...

Ostello della gioventù (bruciata?). Un consiglio: “cambi” anche le ciabatte… 😉

“Il successo ottenuto in questi primi due congressi è significativo e incoraggiante, ma la strada è ancora lunga. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in me e nel nostro gruppo. I risultati ottenuti a Canossa e nel circolo Reggio Centro Storico ci riempiono di entusiasmo e ci impegnano a lavorare con ancora maggiore passione per portare avanti il nostro progetto di coinvolgimento dei cittadini e di rinnovamento del Partito Democratico”.

“La candidata “civatiana” alla segreteria provinciale del Pd Roberta Ibattici non nasconde la soddisfazione per aver conquistato 3 delegati su 5 nelle due assise che si sono svolte ieri sera, venerdì 18 ottobre, ma soprattutto per essere riuscita a comunicare i contenuti di un programma di rinnovamento tanto trasparente quanto preciso, coinvolgendo davvero nuove forze: soprattutto giovani e donne, ma anche tanti reggiani delusi con un piede già fuori dal partito.

“Le persone sono capacissime di distinguere tra chi propone i cambiamenti di facciata con i tatticismi alla Gattopardo, e chi invece fa politica in modo disinteressato perché non ha rendite o posizioni di potere da mantenere. Per noi non si sta giocando una partita a scacchi, ma una competizione sui contenuti per un nuovo Pd e, di conseguenza, un’Italia diversa”.

Sono stati proprio la semplicità delle sue parole e la forza dei concetti espressi da Roberta Ibattici a convincere gli indecisi della vigilia che c’è un modo per portare aria fresca nelle stanze del Pd di Reggio; che se si vuole davvero cambiare il partito, si può farlo. Come? Non piegando la testa ai compromessi al ribasso, ai giochini spartitori e al cinismo di chi da sempre vive di politica. “Rimboccarsi le maniche e lavorare su progetti concreti” è ciò che Roberta dice e fa.

Nel circolo Pd Centro Storico – luogo di confronto tanto difficile quanto importante sul piano simbolico (non per nulla è intitolato al compianto ex sindaco Renzo Bonazzi) – Roberta Ibattici ha raccolto 25 preferenze, appena 3 di meno rispetto al cuperliano Andrea Costa e solo 5 in meno rispetto a Gianmaria Manghi. La voglia di cambiamento dei tesserati si è manifestata anche nell’elezione del nuovo segretario, il giovane Lanfranco De Franco.

Ancora più lusinghiero il risultato a Canossa: Manghi 14, Costa 3 e Ibattici 32, oltre i pronostici degli stessi sostenitori di Roberta. Rieletto con 47  preferenze su 49 il segretario Giuliano Ciarlini.

“Tanti iscritti stanno ricominciando a credere che il Pd può essere vincente grazie al lavoro quotidiano sul campo e alla forza riformatrice delle idee. Non si vince rinunciando alla nostra identità e a qualsiasi progetto coraggioso – afferma la candidata alla segreteria provinciale –. Il nostro programma ha pochi punti molto chiari, che toccano al cuore veri problemi che hanno progressivamente portato il partito ad allontanarsi dalla base degli iscritti e a perdere tesserati. Noi crediamo che il Pd vada riorganizzato dal basso, dando davvero centralità del territorio: sono i segretari locali che hanno il polso della situazione, che sanno cosa accade tra la gente, che raccolgono malumori, suggerimenti e richieste. Vogliamo meno burocrazia, meno mescolanza tra partito e amministrazioni, meno ambiguità sui ruoli; ci impegniamo per un controllo effettivo delle spese, per bilanci trasparenti e comprensibili a tutti. Vogliamo coinvolgere direttamente chi tiene al bene comune, chi ha battaglie da fare per lo sviluppo del territorio e la tutela dell’ambiente, chi è stanco di non essere ascoltato dall’establishment, chi è uscito dal Pd ma non si rassegna. Non si può rinunciare ai valori e alle battaglie etiche della sinistra sperando di piacere a tutti tramite strategie di marketing o richiami nostalgici all’epoca dei partiti di massa”.

(Dalla nota-stampa del comitato che sostiene la candidata Roberta Ibattici)

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