Ciao Zaffuto, uomo colto
e nobile di cuore

Alla Casa Madonna dell’Uliveto, luogo di pace e serenità dove i valori della Casa sono riassunti nelle parole latine scientia, caritas, pietas, è mancato Dom Giacomo Zaffuto, siciliano/reggiano di nobile lignaggio. Appassionato d’arte e di restauri, al tavolo politico-letterario Enest Hemingway-Cadsociale del bar di Puianello, del quale è stato fra i fondatori, Giacomo era stato soprannominato Alpitur e nominato “Ministro della Cultura”. 

Animalista qual’era, da un canile aveva “salvato” Diana, la mascotte del tavolo Hemingway.

Giacomo era  persona sensibile, riflessiva e perbene con un incrollabile senso dello Stato e della giustizia sociale, principi che negli anni giovanili, lo hanno portato a prestare servizio nell’Arma dei Carabinieri della cui Associazione era consigliere nella Sezione di Quattro Castella.

Giacomo, fermamente convinto che i servitori dello Stato debbano sempre essere tutelati,  riteneva una ingiustizia il fatto che i due marò della San Marco fossero ancora trattenuti in India. Testimoniava questa sua amarezza tenendo appuntato sul petto il nastro giallo,  simbolo dell’auspicio che questi possano rientrare in Italia da uomini liberi.

Al tavolo Hemingway   pensano a Giacomo, persona perbene,  e ora lo “vedono nel cielo di Giove”, là dove Dante colloca i Giusti.

Mario Guidetti – Dall’enclave di Puianello, addì 30 luglio 2013

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