Addio a Elena Secchi (108 anni) e
a monsignor Melegoni (quasi 100)

Addio ai grandi vecchi di Reggio. Domani alle 14,10, nella chiesa dei Ss. Giacomo e Filippo, sarà tributato l’ultimo saluto alla maestra Elena Secchi, spirata nella notte di lunedì nella sua casa di via Roma alla straordinaria eta di 108 anni e 7 mesi. Era la decana della provincia di Reggio, sulla via di eguagliare il record di Maria Campagna, morta a 110 anni nel 2008.

Attiva e lucida sino all’ultimo, una vera signora d’altri tempi, era la prima dei nove figli dello sculture Riccardo Secchi. Una donna speciale, la cui proverbiale bellezza ci è stata tramandata da una scultura in gesso realizzata dal padre, e conservata nella casa in fondo a via Roma.  Tuttavia Elena non si era mai sposata, scegliendo di dedicare la sua vita alla scuola. L’ultima delle sue sorelle, Sandra, era morta in aprile a 99 anni compiuti.

Addio a monsignor Melegoni, decano della Diocesi

Intanto questa mattina è deceduto monsignor Angelo Melegoni: aveva 99 anni ed era il sacerdote più anziano della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, dopo la morte dell’ultracentenario don Alberto Aguzzoli, avvenuta in estate. Avrebbe compiuto il secolo di vita il prossimo 31 luglio.

Nato a Villastrada di Mantova nel 1914, Angelo Melegoni era stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1938, dopodiché era stato vicario cooperatore a Boretto fino al 1947, quindi parroco a Santa Vittoria di Gualtieri sino al 1961, aggiungendo alla responsabilità della parrocchia anche gli incarichi di assistente delle Acli e della Poa (Pontificia Opera di Assistenza).

Dal 1961 al 1992 è stato parroco a Reggiolo, succedendo a monsignor Dante Fermi. E a Reggiolo ha voluto stabilirsi fino alla fine dei suoi giorni, nell’amata casa “Santa Maria delle Grazie” di cui è rimasto cappellano per tutti questi anni. D’altronde il “prete volante”, come qualcuno lo ha soprannominato, considerava Reggiolo come la sua grande famiglia, dove per tutti era semplicemente don Angelo, anche dopo il conferimento del titolo di monsignore, avvenuto nel 1978.

Solido nella fede, don Melegoni è ricordato come un sacerdote coraggioso, nelle omelie come nell’azione sociale. Un antico episodio del novembre 1951, quando era prevosto a Santa Vittoria, lo ritrae prodigarsi fino allo sfinimento per soccorrere le popolazioni colpite dall’alluvione del Po. Tante le opere progettate e realizzate sotto il suo impulso, a cominciare dalla scuola materna “Gioiosa”, cui si sommano la cooperativa per l’edificazione di case per braccianti e le oltre cento abitazioni popolari costruite in vent’anni tramite la cooperativa “La Famiglia”.

Nei primi anni da parroco a Reggiolo, don Melegoni si adoperò per il completamento dell’Oratorio e per il restauro dell’organo Lingiardi e di diverse parti della chiesa parrocchiale. Ma anche il grande albergo “Villa Margherita”, a Pera di Fassa, è nato da una sua intuizione. Infine è stato cofondatore della casa di riposo “Santa Maria delle Grazie”, ex Villa Fassati.

Negli oltre cinquant’anni di vita reggiolese, don Melegoni ha incontrato personaggi famosi che hanno onorato la comunità, dal regista Federico Fellini al direttore d’orchestra Riccardo Muti.

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