Sala del Tricolore: scontro su 5 anni di buchi, affari e silenzi

di PIERLUIGI GHIGGINI

Alla fine, il regolamento sulla Tares è passato, ma a prezzo di una spaccatura del Pd in consiglio comunale a Reggio, a conferma di seri problemi di tenuta del centrosinistra. La delibera ha raccolto 19 voti favorevoli (meno della maggioranza, che è di 21 voti), 4 astenuti ( Ernesto d’Andrea, Pierino Nasuti, ScarpinoPierfederici) e il no compatto delle opposizioni, secondo cui il regolamento è al limite della legalità: calcola la Tares sul 100% del valore catastale degli immobili, mentre il decreto “Salva Italia” prevede l’80%.

Quella di ieri pomeriggio, come previsto, è stata una seduta con fulmini e saette. Ma più che sulla Tares, toni e animi si sono scaldati nella fase finale con la “mozione di sfiducia” nei confronti di Mimmo Spadoni, che chiedeva il ritiro delle deleghe all’assessore ai progetti speciali e Patrimonio, per la gestione della vicenda Fiere di Reggio. La mozione è stata respinta dalla maggioranza, ed era scontato, tuttavia la discussione ha dato modo a Giacomo Giovannini (Progetto Reggio) di sparare a zero non solo sul crac delle Fiere, ma su tutta la politica delle partecipate, gli intrecci tra affari e politica (soprattutto con la cooperazione), le difficoltà del Pd e le situazioni scottanti che hanno messo in difficoltà le amministrazioni di Vetto, Bagnolo, Castellarano per i buchi di bilancio e Correggio per l’affaire En.cor. A proposito di coop, ha parlato dei dissesti e dei concordati che “hanno fregato” migliaia di creditori: “Eppure i responsabili sono ancora al loro posto”.

Altissima tensione quando Giovannini ha tirato in ballo il capogruppo del Pd Luca Vecchi a proposito della sua “distrazione” nella cessione dell’area ex casello all’immobiliare di Coop Nord Est, di cui Vecchi era presidente del collegio sindacale. L’esponente Pd, punto nel vivo, ha reagito in modo sdegnato in un botta e risposta senza esclusioni di colpi come da tempo non si vedeva in Sala del Tricolore.

Sulle Fiere  Giovannini non ha risparmiato cartucce: ha accusato in primo luogo Spadoni e la giunta di aver portato Siper nel baratro per aver voluto la fusione con la Sofiser carica di debiti. Di aver ignorato il voto del consiglio comunale contro la svendita delle Fiere. Ha puntato il dito sull’intreccio tra Pci-Pds e gestione Sofiser. E a proposito dei debiti accumulati in via Filangieri ha parlato esplicitamente di “evasione fiscale”, “sparizione di soldi” (come attestato dalla due diligence parziale conferita imposta da Lisa Ferrarini dopo la nascita di Fiere di Reggio), errori contabili e ed errori di valutazione, come nel caso degli extraoneri riconosciuti al comune di Cavriago per la cifra-monstre di 11 milioni.

Inoltre ha accusato l’amministrazione di “gestione omertosa”: alla vigilia delle elezioni amministrative ha taciuto sul buco finanziario di Rete, la società di servizi assistenziali. E – ha aggiunto – “nel 2008 avete tenuto nascosto anche il risultato di uno studio sulla situazione delle partecipate. Sapevate tutto e avete taciuto”.

Non solo: ha ricordato come misteriosamente l’ex presidente Sofiser Ivan Rinaldini avesse ritirato, pochi giorni prima della scadenza dei termini, l’osservazione al Piano provinciale di coordinamento diretta a ottenere la possibilità di un centro commerciale sull’area delle Fiere (una mossa per favorire le coop?). L’assessore competente all’epoca era Roberto Ferrari, il segretario provinciale del Pdi che – ha citato en passant Giovannini – ha comprato una villa dal costruttore Giuseppe Nocera, sotto inchiesta per camorra.

Insomma, venti minuti di accuse implacabili, una sorta di libro bianco orale su cinque anni di mosse sbagliate, buchi, errori, affari nebulosi per i quali “verrete spazzati via tutti”. Promessa di battaglia politica, o piuttosto profezia?

Come dicevamo, i momenti di più alta tensione si sono registrati quando Giovannini ha accusato Luca Vecchi di essere corresponsabile di questo panorama di macerie.

“Vecchi avrebbe dovuto conoscere bene la situazione, ma evidentemente era distratto. Come era distratto quando, nel suo doppio ruolo di capogruppo e di presidente dei Revisori dell’Immobiliare Nord Est, non si è accorto che l’area ex casello veniva svenduta”.

Durissima e “urlata” la reazione: “Giovannini non sa fare i conti e non fa nessuna proposta concreta. E’ solo una macchina del fango”.

Risposta di Giovannini: “Se offendi così senza rispondere nel merito, vuol dire che non sei presentabile come candidato sindaco”.

In conclusione l’assessore Catellani ha respinto le accuse alla Giunta e a Spadoni, spiegando che la fusione Siper-Sofiser è stata un’operazione buona. Ma la bufera è appena cominciata: continuerà sino alle elezioni di primavera.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *