Dopo la news dell’inchiesta mafie-politica
Giovannini spara sul Pd e ri-tira in ballo la vicenda di Fabbrico

di Pierluigi Ghiggini

Politica e mafie: le lezioni del passato non sono servite a niente. Come non è servito “a niente” l’aver costruito gli asili più belli del mondo. Lo dichiara provocatoriamente il capogruppo di Progetto Reggio Giacomo Giovannini, dopo la notizia delle indagini della Dda di Bologna, che ha acceso un faro anche sui viaggi elettorali dei politici reggiani a Cutro.

«La prossima settimana il PD celebrerà il cinquantesimo anniversario dell’apertura del primo asilo comunale, il Robinson – scrive Giovannini – Un’opera lungimirante figlia di una classe dirigente ben più illuminata di quella attuale. Ma a cosa è servito costruire gli asili “più belli del mondo” se poi chi governa Reggio ha chiuso gli occhi di fronte alle infiltrazioni mafiose? A niente».

L’attacco al ministro Delrio è frontale, ma Giovannini tira in ballo anche il segretario Pd Roberto Ferrari: insomma, sotto accusa c’è il “partito”. Scrive testualmente Giovannini:

«Le notizie sulle indagini della DDA relativamente ai pellegrinaggi pre-elettorali in quel di Cutro, dovrebbero fare riflettere quei reggiani che hanno affidato la guida di Reggio a un Pd “telecomandato” da un Ministro che pare addirittura avere piazzato la propria segretaria (già del proprio partito) in Iren, togliendo spazio (così scrive “Libero” – ndr) all’assunzione dei disabili.

 Non è bastato lo stillicidio di eventi ‘ndranghetisti avvenuti dagli anni ’90? Non è bastata la lezione di Fabbrico, dove l’attuale segretario provinciale del partitone non si è accorto in dieci anni da sindaco con delega all’urbanistica delle infiltrazioni camorristiche? Non è bastata la “scoperta” dell’ex mafioso messo a guardia del cantiere della stazione mediopadana?

L’ipocrisia del PD, arriva a tal punto che dove non governa denuncia la collusione politica-malavita, mentre in casa propria vorrebbe azzerare le proprie evidenti responsabilità, pretendendo pure che i cittadini credano alle loro storielle sugli “anticorpi”. La bolla speculativa edilizia che ha coperto anche una esplosiva situazione finanziaria manifestatasi nei primi anni ‘90 in Comune di Reggio ha creato occasioni di arricchimento per un bel pezzo di città, col prezzo salato della sua trasformazione in una sorta di “lavanderia”.

Ora che il “sacco” è compiuto vi sarebbero da ricomporre le macerie di natura urbanistica prestando attenzione alle nuove forme d’investimento della malavita (commercio, sale scommesse, traffico rifiuti): il male inferto dal PD però non potrà certamente essere la cura».

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