Blocchi traffico, esercenti sul piede di guerra: “Limitano l’economia, non lo smog”

Donatella-Prampolini

Puntuali come i picchi di polveri sottili in circonvallazione e i malanni dell’apparato respiratorio, tornano le polemiche sul ritorno delle giornate “auto zero”. Insorge la Confcommercio di Reggio, con un argomento cui è francamente difficile replicare: i blocchi del traffico non servono, se non a favorire ipercoop e centri commerciali situati in periferia con fior di parcheggi.

Scrive l’associazione guidata da Donatella Prampolini: “Dopo la ripresa, dal 1° ottobre, delle limitazioni al traffico previste dall’Accordo triennale per la qualità dell’Aria, Confcommercio – Imprese per l’Italia ribadisce la propria contrarietà ai blocchi veicolari del giovedì e alla misura delle domeniche ecologiche”.

Aggiunge la presidente Confcommercio: «I blocchi del traffico si confermano una misura dannosa e profondamente iniqua, che ostacola l’accessibilità ai centri storici delle città penalizzando le imprese commerciali e turistiche che in essi operano, avvantaggiando invece le grandi strutture commerciali periferiche ed extraurbane, che sono le vere generatrici del traffico».

«Siamo anche fortemente preoccupati – rincara la dose – per l’ulteriore inasprimento delle misure di limitazione veicolare previste nel nuovo Piano Integrato sulla qualità dell’aria, attualmente in discussione. Una scelta in questa direzione, se confermata, non potrà che accentuare le difficoltà vissute dalle attività economiche dei nostri centri storici, già duramente provate dalla crisi, ed esasperare ulteriormente il disagio dei cittadini e dei visitatori delle città».

«Con queste misure – conclude Pier Paolo Occhiali, direttore provinciale Confcommercio – si blocca la ripresa della nostra economia, non l’inquinamento. Ci auguriamo che, nel confronto riapertosi in queste settimane con la Regione sul tema, si possa riportare l’attenzione sulla necessità di adottare finalmente misure strutturali e di area vasta per la riduzione dell’inquinamento atmosferico, per far convivere la sostenibilità delle nostre città con lo sviluppo economico».

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