Lutto nazionale

Strage di Bologna, 33 anni dopo. Delrio: “Adesso i risarcimenti”

Napolitano: «Fare chiarezza su questo feroce atto terroristico» 
Boldrini: «La città ancora aspetta risposte sui mandanti»
Una delle prime immagini dopo la bomba

BOMBA. Una delle prime immagini dopo l’attentato

L’immagine della lapide con i nomi delle 85 vittime posta a perpetua memoria alla stazione di Bologna e la scritta «Oggi arrivare ai mandanti è possibile. Il ricordo consolida la mobilitazione delle coscienze. La verità è a portata di mano».

È il manifesto che accompagna le celebrazioni commemorative della strage di Bologna, avvenuta 33 anni fa, il 2 agosto 1980. La «Giornata in memoria delle vittime di tutte le stragi», organizzata dall’Associazione dei familiari delle vittime del 2 Agosto in accordo con il Comune, vede la partecipazione dei presidenti della Camera e del Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, e del ministro Delrio. Alle 9,30 è partito il corteo: in mano ai familiari delle vittime cartelli con su scritti i nomi dei congiunti, che per un giorno saranno i nomi delle strade di Bologna, di tutte le traverse di via Indipendenza che incroceranno i manifestanti lungo il percorso che porta in stazione.

L’evento si è aperto con la lettura del messaggio di Giorgio Napolitano, che ha chiesto di fare «piena luce» sulla strage: «Rivolgo il mio pensiero deferente e partecipe ai familiari delle ottantacinque vittime e ai tanti feriti di quel barbaro attentato terroristico. Il meditato ricordo di quegli anni che hanno insanguinato il Paese – scrive il Presidente della Repubblica – non solo costituisce un doveroso e commosso omaggio alle vittime, ma e’ volto a diffondere e condividere con le giovani generazioni, che non hanno vissuto quelle vicende, consapevolezza storica, sensibilità civica, convinta mobilitazione a tutela dei principi democratici sanciti dalla nostra Costituzione».

Intanto, a il governo assicurerà i risarcimenti per i parenti delle vittime, ha annunciato il ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio, intervenendo nel consiglio comunale di Bologna. «Contiamo – ha spiegato il ministro – di garantire nel prossimo decreto sicurezza l’inserimento di tale provvedimento. In poche settimane, al massimo in pochi mesi, risolveremo questo problema. Dobbiamo onorare gli impegni che prendiamo e non possiamo fare una promessa che non riusciamo a mantenere. Finalmente – ha concluso – va a compimento un atto dovuto. Un concreto riconoscimento per i familiari».

Poi al termine della sfilata, sul palco ha preso la parola la Boldrini: a 33 anni di distanza, ha detto, «sembra incredibile: dopo tanti anni chiediamo la cosa più semplice e non abbiamo ancora una risposta: abbiamo gli esecutori ma mancano i mandanti, i burattinai, gli strateghi, che hanno pianificato la carneficina». Ma ha raccontato anche quella terribile giornata. «Questa è una ferita ancora aperta e dolorosa per coloro che hanno a cure la vita democratica di questo paese, per tutti noi che siamo qui. Vale per tutti, di ogni età, ma è vero soprattutto per quelli della mia generazione. Io allora avevo 19 anni, quella mattina ero qui a Bologna».

(“La Stampa”)

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