Fischia il vento manettaro, il Pdl sale in montagna

La reazione sembrerebbe alla Pietro Secchia, ma in fondo è più saggia di quanto non appaia. Dopo il disastro della sentenza di Cassazione che ha confermato la condanna a 4 anni per evasione fiscale di Silvio Berlusconi, spalancandogli le porte alla detenzione domiciliare  (dopodiché il Senato voterà pure sulla sua decadenza), Il Popolo della Libertà sale in montagna.

pdl reggio

Infuria la bufera, scarpe rotte e pur bisogna andar. Gli azzurri reggiani si radunano domenica mattina nelle foreste del Cerreto, ma sui tavoli non ci saranno né mitra né bombe a mano.  Sarà comunque il momento delle decisioni irrevocabili: scegliere cosa fare, come rispondere alla magistratura e all’odio di massa alimentato giorno dopo giorno contro il Cavaliere, come contrastare il travaglismo trionfante anche a Reggio Emilia. Come, infine, prepararsi al lancio di settembre della nuova Forza Italia, naturalmente alla luce delle prossime elezioni comunali.

L’appuntamento è al Park Hotel Ristorante, via Belfiore 1 Cerreto Laghi, domenica 4 agosto alle 13, intervengono il deputato Elio Massimo Palmizio e la coordinatrice provinciale del partito Roberta Rigon. Temi: la giustizia ingiusta, la nuova Forza Italia, la solidarietà a Berlusconi. Si raccolgono le firme per il referendum “Giustizia giusta”.

Per carenza di parcheggi partirà un pullman da Castelnovo Monti (costo 5 euro a persona) con partenza da piazzale Collodi alle 9,30. Rientro al termine del pranzo (costo 19 euro, prenotazioni 051/5275036 e [email protected]

Silvio con l'amatissima mamma Rosa, scomparsa a 97 anni nel 2008

AFFETTI. Silvio con l’amatissima mamma Rosa, scomparsa a 97 anni nel 2008

Liborio Cataliotti a Marradi

In montagna dunque non per darsi alla macchia, ma più prosaicamente per sfuggire al caldo infernale della città e portare al fresco le teste bollenti, prima che finisca come in un film di don Camillo. Al Cerreto ci saranno naturalmente tutti i dirigenti rimasti al pezzo in città, salvo Liborio Cataliotti che sempre domenica sarà sempre in Appennino, però a Marradi, il paese di Dino Campana in bilico fra il Mugello e la Romagna. Cataliotti sarà alla convention nazionale dei Club 94 convocata al grido di “Viva forza Italia Viva”: toccherà a lui, in qualità di giurista amico di Piersilvio B.  la relazione centrale della giornata dedicata alle vicende della Giustizia italiana e alla sentenza di Cassazione.

Filippi: “A fianco di Berlusconi,
ma fra qualche giorno sentiremo la botta”

Il primo a farsi sentire “a caldo” è stato il consigliere regionale Fabio Filippi. «Giudico ingiusta la conferma della condanna d’appello a quattro anni di reclusione per Silvio Berlusconi – ha dichiarato Filippi –  A mio avviso non esistevano i presupposti per la conferma. Ritengo sia invece importante e significativa la decisione della Cassazione di rinviare alla Corte d’Appello di Milano la rideterminazione della interdizione dai pubblici uffici. Sarebbe stato grave se al principale leader dell’opposizione fosse stato negato, attraverso una sentenza, il diritto all’agibilità politica, il diritto a rappresentare i 10 milioni di elettori che alle ultime elezioni politiche hanno espresso con il voto la loro piena fiducia a Berlusconi. La sede naturale della politica deve tornare ad essere quella dei luoghi istituzionali e non dei tribunali. In Italia si rischia un deficit di garanzia democratica, se non si ripristina un clima di dialogo che sostituisca quello di caccia alle streghe che ha caratterizzato l’ultimo periodo della storia italiana. Come tutte le botte – conclude Filippi –  le conseguenze si vedranno tra alcuni giorni, ma certamente la sentenza avrà effetto anche sul governo Letta. Il Popolo della Libertà si stringe intorno al suo leader Silvio Berlusconi, certo della sua innocenza».

Pagliani: ingiustizia è fatta, mai visto tanto accanimento

Giuseppe Pagliani, capogruppo Pdl in provincia, giura: “Il nostro impegno politico non verrà sicuramente meno, più che mai combatteremo le ingiustizie”.

Per Pagliani “la persecuzione nei confronti del leader del PDL Silvio Berlusconi ha visto scritta la pagina più nera. In soli 8 mesi dalla sentenza di primo grado si è giunti in Cassazione”. “Io da avvocato – ha  Pdl – ho visto centinaia di processi che per anni hanno atteso la fissazione dell’udienza in secondo grado in Appello e ancora non sono giunti in Cassazione. Questo dimostra un accanimento politico di una parte della magistratura che non ha eguali (si pensi all’anticipazione di udienza al 30 luglio). Un avversario che non si riesce a battere sul campo si è deciso di decapitarlo attraverso una scorciatoia giudiziaria. Il nostro impegno politico non verrà sicuramente meno, anzi, oggi più che mai combatteremo le ingiustizie favorendo e difendendo la libertà”.

Del Bue: “Ragionevoli dubbi sulla sentenza.
Ora Pd e Pdl usino il cervello, non la pancia”

Ecco cos’ha scritto sull’Avanti! il direttore Mauro Del Bue, già sottosegretario del governo Berlusconi e ora assessore allo Sport del comune di Reggio.

«Per la prima volta Berlusconi è stato condannato in via definitiva. Si possono nutrire ragionevoli dubbi sulla sentenza. L’impianto difensivo dell’avvocato Coppi aveva un alto margine di credibilità. Tuttavia non si può sostenere che la Cassazione risponda a un disegno politico e sia autrice di un golpe giudiziario. Troppo si era lodato quel collegio e la sua collocazione indipendente. Adesso una nuova fase si apre. Che i partiti politici siano all’altezza dei bisogni dei cittadini. E che i dirigenti del Pdl e del Pd usino il cervello e non le viscere».

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