Contrordine azzurri: marcia su Roma

Il cane Dudù rimasto solo nel cortile di Palazzo Grazioli nel giorno della sentenza della Cassazione guarda perplesso e poi abbaia ai cronisti che si assiepano all'esterno

Il cane Dudù rimasto solo nel cortile di Palazzo Grazioli nel giorno della sentenza della Cassazione guarda perplesso i cronisti che si assiepano all’esterno

Fulmineo cambiamento di programma e destinazione. Niente missione in montagna, domenica, per il Pdl reggiano. Ma tutti a Roma alla manifestazione nazionale di solidarietà con Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva dalla Cassazione per frode fiscale, e contro la “giustizia ingiusta”. La manifestazione di Roma è stata decisa dopo la notifica della sentenza con contestuale sospensione della pena da parte del Pg di Milano.

20130730_2Gli azzurri reggiani avevano preparato la salita al Cerreto, domenica mattina, per un’assemblea-pranzo al Park Hotel con l’on. Palmizio e la coordinatrice provincaile Roberta Rigon. Invece niente fresco: tutti alla marcia su Roma.

Lo hanno comunicato il consigliere regionale Fabio Filippi e la vicecoordinatrice Cristina Fantinati. I pullman, gratuiti, partono domenica mattina dal parcheggio del Tribunale di Reggio Emilia. Il rientro è previsto in nottata. Le prenotazioni sono in corso.

Filippi: “A fianco di Berlusconi, 
ma fra qualche giorno sentiremo la botta”

epifaniIl primo a farsi sentire “a caldo” dopo la condanna di Berlusconi è stato il consigliere regionale Fabio Filippi. «Giudico ingiusta la conferma della condanna d’appello a quattro anni di reclusione per Silvio Berlusconi – ha dichiarato Filippi – . A mio avviso non esistevano i presupposti per la conferma. Ritengo sia invece importante e significativa la decisione della Cassazione di rinviare alla Corte d’Appello di Milano la rideterminazione della interdizione dai pubblici uffici. Sarebbe stato grave se al principale leader dell’opposizione fosse stato negato, attraverso una sentenza, il diritto all’agibilità politica, il diritto a rappresentare i 10 milioni di elettori che alle ultime elezioni politiche hanno espresso con il voto la loro piena fiducia a Berlusconi. La sede naturale della politica deve tornare ad essere quella dei luoghi istituzionali e non dei tribunali. In Italia si rischia un deficit di garanzia democratica, se non si ripristina un clima di dialogo che sostituisca quello di caccia alle streghe che ha caratterizzato l’ultimo periodo della storia italiana. Come tutte le botte – conclude Filippi – le conseguenze si vedranno tra alcuni giorni, ma certamente la sentenza avrà effetto anche sul governo Letta. Il Popolo della Libertà si stringe intorno al suo leader Silvio Berlusconi, certo della sua innocenza».

Pagliani: ingiustizia è fatta, mai visto tanto accanimento

vincino 33Giuseppe Pagliani, capogruppo Pdl in provincia, giura: “Il nostro impegno politico non verrà sicuramente meno, più che mai combatteremo le ingiustizie”.

Per Pagliani “la persecuzione nei confronti del leader del PDL Silvio Berlusconi ha visto scritta la pagina più nera. In soli 8 mesi dalla sentenza di primo grado si è giunti in Cassazione. Io da avvocato – ha aggiunto l’esponente Pdl – ho visto centinaia di processi che per anni hanno atteso la fissazione dell’udienza in secondo grado in Appello e ancora non sono giunti in Cassazione. Questo dimostra un accanimento politico di una parte della magistratura che non ha eguali (si pensi all’anticipazione di udienza al 30 luglio). Un avversario che non si riesce a battere sul campo si è deciso di decapitarlo attraverso una scorciatoia giudiziaria. Il nostro impegno politico non verrà sicuramente meno, anzi, oggi più che mai combatteremo le ingiustizie favorendo e difendendo la libertà”.

Del Bue: “Ragionevoli dubbi sulla sentenza.
Ora Pd e Pdl usino il cervello, non la pancia”

silvione vignaEcco cos’ha scritto sull’Avanti! il direttore Mauro Del Bue, già sottosegretario del governo Berlusconi e ora assessore allo Sport del comune di Reggio.

«Per la prima volta Berlusconi è stato condannato in via definitiva. Si possono nutrire ragionevoli dubbi sulla sentenza. L’impianto difensivo dell’avvocato Coppi aveva un alto margine di credibilità. Tuttavia non si può sostenere che la Cassazione risponda a un disegno politico e sia autrice di un golpe giudiziario. Troppo si era lodato quel collegio e la sua collocazione indipendente. Adesso una nuova fase si apre. Che i partiti politici siano all’altezza dei bisogni dei cittadini. E che i dirigenti del Pdl e del Pd usino il cervello e non le viscere».

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